Agropoli, Testene: lo sfogo di Gerardo Scotti - Le Cronache Attualità
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di Arturo Calabrese

«Sono stanco, provato, non ce la faccio più. Hanno distrutto un sogno e adesso hanno anche il coraggio di propormi accordi, solo perché tra non molto si vota».

Sono parole di Gerardo Scotti, storico attivista agropolese pro ambiente e colui che curava, e purtroppo si usa il passato, l’oasi del Testene, il fiume che scorre in pieno centro cittadino. Lo sfogo, dopo un lungo periodo di silenzio con la stampa, arriva in seguito all’ennesimo episodio che ha visto protagonista uno dei suoi animali, uno dei tanti esemplari di diverse specie di uccelli acquatici che vivono in quel luogo.

Una giovane mamma, un germano reale, è stata trovata morta. Stava allevando dei pulcini che Scotti ha cercato nel fiume, tra gli anfratti, per trovarli, per metterli al sicuro essendo destinati a morte certa avendo perso la madre. Gerardo Scotti ne ha trovato uno, ormai morto, forse di freddo. Niente da fare per gli altri. Sulle cause della morte dell’adulto c’è da far luce e non si esclude nulla.

Quest’ultimo episodio ha fatto stancare l’uomo, lasciato solo da quelle stesse istituzioni che tre anni fa, in campagna elettorale, erano pronti a scattare foto e a fare promesse, nessuna delle quali mantenuta.

«Oggi sono tornati – racconta – e nuovamente sono tutti pronti a darmi il loro sostegno, ma è troppo tardi. Ricordo l’attuale sindaco e l’attuale assessore all’ambiente quando sono venuti qui (presso il fiume, ndr) a scattare le foto per la campagna elettorale e a promettere che la concessione sarebbe stata rinnovata. Così non è stato e pian piano il progetto Genesi è finito.

Oggi, a distanza di tre anni ma soprattutto a due anni dalle elezioni, vengo contattato per nuovi progetti, ma quanto è stato fatto è troppo grave. Hanno distrutto il Testene, hanno condannato a morte questi animali».

L’associazione Genesi, che contava decine di volontari, aveva in concessione l’area fluviale e svolgeva varie attività tra cui la pulizia dell’alveo, la cura e la tutela degli animali, visite guidate con scolaresche e tanto altro. Dopo l’elezione dell’attuale amministrazione, l’accordo tra ente e Genesi non è stato più rinnovato e da allora le attività sono andate via via scemando.

«Non c’è nemmeno controllo – continua Scotti – incivili vengono a scaricare nel fiume spazzatura, a fare i loro bisogni, a drogarsi e a gettare siringhe, per non parlare degli scarichi delle fogne. Sono state tutte promesse che non hanno avuto un seguito e questo solo perché ho voluto difendere il fiume schierandomi contro il sistema di potere che oggi tutti conoscono. A me però non interessa – ragiona – l’ho fatto e lo rifarei, però adesso sono stanco.

Le istituzioni mi hanno voltato le spalle e adesso è tutto più difficile. Sto pensando di abbandonare, anche se mi costerà molta fatica. Vedere l’ennesimo animale morto è una ferita al cuore». Scotti, deluso da quanto accaduto e dal trattamento ricevuto da chi amministra, ringrazia i volontari che lo hanno sostenuto e che continuano a sostenerlo, anche con un impegno economico non indifferente.

«Penso alla lontra, a questi uccelli e a tanti altri animali. Si potrebbe fare davvero tanto – conclude – basta volerlo davvero».

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