di Arturo Calabrese
Il popolo di Agropoli tornerà in piazza e in strada per rivendicare il diritto alla salute. Ad annunciarlo è l’attivista Gisella Botticchio (nella foto davanti al nosocomio), che l’8 agosto scorso aveva capeggiato e ideato il corteo dipanatosi per le vie del paese.
«Da quel giorno – dice – nulla è cambiato: abbiamo recuperato il Psaut, un punto di primo intervento, ma non abbiamo la garanzia H24 delle cure alle persone, né di un pronto soccorso attivo. Manca, qui ad Agropoli, la possibilità di ricevere assistenza perché non c’è un punto di primo soccorso valido. Mancano i medici, i professionisti, gli operatori che possono salvare le vite, nonostante le tante promesse.
Dopo la marcia dell’8 agosto – continua – l’Azienda Sanitaria Locale di Salerno è stata in città con lo stato maggiore ed anche lì abbiamo ricevuto tante promesse, ma ad oggi di concreto non c’è ancora nulla. Siamo stati presi nuovamente in giro?
È probabile, ma io non mi arrendo e, come centinaia di persone che credono nella possibilità di vedere riconosciuto il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, che oggi qui non è garantito». Una rabbia tangibile quella di Gisella Botticchio e di tanti altri cittadini, una forte delusione che si concretizzerà in una nuova manifestazione.
«Il 19 aprile torneremo in strada con un nuovo corteo – annuncia l’attivista – il Comitato 8 agosto scenderà nuovamente in strada per chiedere che ci sia finalmente un diritto, un pronto soccorso e un ospedale. Le prese in giro, le promesse, i nastri tagliati da chi amministra ci hanno stancato: vogliamo risposte, vogliamo concretezza e non più parole. Basta chiacchiere da parte dei soliti noti, da parte di medici che siedono a Palazzo di Città».
Come ricordato dalla stessa organizzatrice, l’8 agosto del 2025 il popolo agropolese e cilentano ha percorso le vie cittadine partendo dalla piazza del Comune e arrivando proprio davanti all’ospedale. Ad aprire quella marcia fu uno striscione che oggi campeggia sul cancello del nosocomio: “Basta morti nel Cilento, vogliamo il pronto soccorso”.
A distanza di circa sette mesi, il pronto soccorso ancora non c’è, ma rimane forte il desiderio di giustizia di un popolo a cui è stato tolto il diritto di ricevere le cure. Nelle ultime settimane l’Asl di Salerno ha lanciato delle convenzioni con i Comuni secondo le quali gli enti, in collaborazione tra loro, possono aprire degli ambulatori di telemedicina. Il medico non c’è, ma è in collegamento via computer. Un paradosso che sembra uscito da un film di fantascienza di dubbio gusto, ma che invece è e sarà realtà.
«Vogliono propinarcelo come contentino, ma non può esserlo. Non lo accetteremo mai, soprattutto se sarà occasione per l’ennesima passerella da parte di chi dovrebbe pensare davvero alle sorti del paese senza avere scopi ulteriori, come ad esempio la propria carriera politica. Chi lo fa deve vergognarsi perché qui la gente muore senza nemmeno la possibilità di potersi curare».
Tornando alla nuova marcia, Botticchio ha delle novità: «Saremo ben organizzati e faremo sentire la nostra voce. Questa volta, però, non sarà ben accetto chi sarà presente solo per mettersi in mostra – conclude – quel tempo è finito, ora c’è bisogno di fatti».






