Accurso: Carni esposte, nessuna nuova ordinanza - Le Cronache Cronaca
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Accurso: Carni esposte, nessuna nuova ordinanza

Accurso: Carni esposte, nessuna nuova ordinanza

di Raffaella D’Andrea

Nessuna nuova stretta, nessun divieto improvviso. La notizia circolata nelle ultime ore sull’ipotetico stop all’esposizione delle carcasse di agnello e capretto fuori dai locali refrigerati ha generato confusione, proprio nei giorni che precedono la Pasqua, momento clou per il consumo di queste carni. A fare chiarezza è Matteo Accurso, presidente provinciale di Federcarni Salerno, che invita a ridimensionare i toni: «Si tratta di una normativa sanitaria che esiste da oltre quarant’anni. Non c’è nulla di nuovo». Secondo quanto ricostruito, l’articolo che ha rilanciato la notizia farebbe riferimento a disposizioni già introdotte a partire dagli anni ’70, quando il Ministero della Salute stabilì l’obbligo di conservazione delle carni in condizioni di refrigerazione, vietando l’esposizione in ambienti non idonei. «La regola è semplice e vale per tutte le carni, non solo per agnello e capretto: la catena del freddo non deve mai essere interrotta, dalla macellazione fino alla vendita», spiega Accurso. «È una prassi che noi macellai applichiamo da decenni». Nessuna rivoluzione dunque, ma semmai un ritorno di attenzione su norme igienico-sanitarie consolidate, già ampiamente rispettate dagli operatori del settore. Il presidente di Federcarni sottolinea anche come l’esposizione delle carcasse all’esterno delle macellerie appartenga ormai al passato: «Quelle immagini con mezzi animali appesi davanti ai negozi fanno parte di un’altra epoca, dove non c’erano banchi frigoriferi, ma soltanto tavoli di marmo. Oggi la carne viene esposta al banco refrigerato, in totale sicurezza e nel rispetto delle normative». Un’evoluzione che è sia sanitaria che commerciale: «La macelleria moderna è cambiata. Oggi proponiamo tagli pronti, preparati, prodotti gastronomici. Esporre carcasse non ha più senso, né dal punto di vista igienico né da quello commerciale». Accurso evidenzia inoltre il livello di controllo a cui è sottoposta la categoria: registrazione costante delle temperature, separazione delle carni, sistemi di autocontrollo e verifiche continue. «I controlli sono rigidi ed è giusto che sia così, a tutela del consumatore». Ma allora perché la notizia ha fatto tanto rumore? «Probabilmente perché diffusa in un periodo particolare, come quello pasquale, quando aumenta l’attenzione su agnelli e capretti e si riaccende anche il dibattito etico sul consumo di carne», osserva. Un “terreno fertile”, dunque, che avrebbe amplificato una notizia priva di reali novità. «Si è creato un allarmismo inutile, quando in realtà si tratta di regole note e rispettate da sempre». Infine, uno sguardo alle abitudini dei consumatori: «La richiesta di agnello e capretto resta legata alla tradizione, ma negli ultimi anni è leggermente diminuita, anche per effetto della sensibilità crescente verso questi temi». Nessuna emergenza, quindi, ma solo la necessità di fare chiarezza: le norme sulla sicurezza alimentare ci sono da tempo e continuano a garantire qualità e tutela sulle tavole degli italiani, soprattutto nei giorni di festa.