Antonio Manzo
Il clan Esposito ad Eboli ha la capacità di intuire e prevedere eventi futuri, con lungimiranza, passando con inusitata spregiudicatezza dalle estrosioni, usure, e conquista di centri ocmmerciali di imprenditori usurati, progetto di un forno crematorio. Sì, un impianto di cremazione che, vuole il caso maligno, sarebbe stato approvato con un project financing del comune di Eboli a marzo 2025. L’intuito del clan Esposito è nelle carte d’inchiesta svolta dall’allora capo della Squadra Mobile di Salerno, Marcello Castello. Uno dei punti del rapporto inviato ai magistrati inquirenti, il punto 19 per la precisione, elenca le persone che sarebbero i protagonsti della proposta dell’impianto di cremazione. Il poliziotto consegna i nomi di due indagati nel processo al clan, un geometra e il titolare di una società collegata al comune. Cerro, la segnazione risale al 2022. E’ negli atti dell’indagine. Ma, per caso la lungimiranza del clan cibseganta ai pm della Squadra Mobile della questura di Salerno si avvera, involontariamente, con la delibera della giunta comunale presieduta dal sindaco Mario Conte del 18 marzo 2025. La deliberà solleva molte polemiche amministrative. La Dac Company srl, una società eboliana per la gestione di campi estivi ed alberghi, presente al comune la proposta della realizzazione di un impianto di cremazione dopo la delibera approvata dalla Regione Campania del 23 aprile 2024. La Dac Company, con sede a Eboli (via Romei, una traversa della litoranea) presenta dopo otto mesi una proposta di “Project Financing” al Comune di Eboli per la progettazione, costruzione e gestione di un impianto Crematorio nel Comune di Eboli per un impianto di cremazione collocato dietro la Chiesa madre del Cimitero con due linee di cremazione fornite da una ditta leader in Europa nella realizzazione di questi macchinari, capace di gestire 3.000/4.000 cremazioni annue . L’investimento complessivo pubblico-privato è di € 2.505.348,82. Il progetto è stato realizzato dall’ Isaac studio di ingegneria Ambientale di Salerno. Ed è a due piani. Ma il progetto non trova tutti d’accordo e ci sono osservazioni alla delibera n. 61 del 18 marzo 2025 della Giunta comunale del sindaco Conte che ha espresso parere favorevole all’avvio della procedura di Project financing per la realizzazione di un impianto crematorio sul territorio comunale. A tenere alta l’attenzione sulla questione fu un comitato di cittadini, che in una lettera aperta indirizzata ai consiglieri comunali, spiegò la direttiva della Regione secondo la quale sono previsti solamente tre templi crematori in provincia di Salerno. Attualmente, ne esistono già due nei Comuni di Cava de’ Tirreni e Montecorvino Pugliano, mentre un terzo, la cui procedura è stata di recente riabilitata dal Tar, è in fase di ultimazione a Sant’Egidio del Monte Albino, oltre ad altre iniziative in corso in diverse aree della provincia. L’impianto di cremazione non rappresentava solo un miglioramento dei servizi funebri nell’area cimiteriale, spiegò il sindaco Conte, ma anche un’opportunità per il territorio. I proventi previsti sarebbero stati di 180 milioni per le casse comunali dopo il rifacimento del muro di cinta del cimitero e il miglioramento dell’illuminazione pubblica. Furono i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, non presenti in consiglio comunale ma nella città ad esprimere le preoccupazioni riguardo all’impatto ambientale dell’impianto. Fu il coordinatore del gruppo territoriale, Erasmo Venosi, a sollevare dubbi sulle emissioni inquinanti di polveri, ossido di carbonio, azoto, zolfo e metalli pesanti tra cui il mercurio sulla conformità alle normative regionali. Il project financing dell’impianto di cremazione (sindaco Conte) , poi non realizzato, fa il paio con quello dell’area ex Pezzullo per quindici anni sognato dopo il buffet amianto e champagne (sindaco Melchionda) e sul quale si erano posati anche gli occhi previdenti del clan Esposito.







