di Giovanni Perna
Allo Scida ci sono larghi vuoti sulle gradinate. Dagli altopar- lanti arriva Rino Gaetano, Il cielo è sempre più blu. Rodari scriveva «il cielo è di tutti gli occhi». Qui gli occhi sono pochi; io guardo da casa, per la prima volta in stagione. Al- meno la regia mi mostra il cielo.
Sul campo bastano dieci mi- nuti per togliere voglia di guardarlo. Un cross, Musso salta indisturbato e segna. Proprio lui, passato dalla Sa- lernitana senza giocare in prima squadra.
Il Crotone è ultimo e non vince una gara ufficiale dal 19 aprile. La Salernitana gli concede il primo gol, poi anche il se-
condo. In mezzo prende una traversa che non vale per fuo- rigioco: oggi perfino le cose riuscite hanno un difetto. Villa trova il 2-1 su una re- spinta. Tre minuti dopo il por- tiere del Crotone travolge D’Ursi fuori dai pali e viene espulso. Greco deve togliere un attaccante per far entrare la ri- serva. Anche quell’attaccante era finito in campo per caso, dopo l’infortunio di Brignola nel riscaldamento. Siamo an- cora nel primo tempo. Tre gol, un’espulsione, un cambio ob- bligato dopo un altro cambio obbligato. Tra il ridicolo e il grottesco, almeno succede qualcosa.
Il problema arriva proprio quando dovrebbe risolversi. In superiorità numerica la Saler- nitana dovrebbe azzannare il Crotone alla giugulare. Invece l’uomo in più non si vede, non si sente, non si tocca. I cala- bresi arrivano ancora al tiro; Villa deve salvare in scivolata un pallone che poteva chiu- dere la partita. Davanti si ac- cumulano cross nelle braccia del portiere entrato dalla pan- china. Uno, poi un altro. Gli ab- biamo dato il tempo di sistemarsi i guanti.
Cosmi aveva cambiato due uomini all’intervallo. Lescano, però, lo manda dentro soltanto a un quarto d’ora dalla fine. E anche stavolta non usa tutti le sostituzioni. Il Crotone, in dieci da oltre un’ora, trova il modo di perdere tempo, respirare e di- fendere senza che la Salerni- tana lo metta davvero alle strette. Nel finale chiediamo un rigore, l’arbitro trattiene le risate per la richiesta ridicola — e pure qua teniamo un pro- blema grosso — va al monitor e dice no. L’ultimo colpo di testa finisce alto. Si perde 2-1 contro l’ultima in classifica, che non vinceva da aprile.
È una prestazione indecorosa. Si può discutere di un tiro sba- gliato, di un pallone respinto, persino — senza ridere — del rigore negato. Più difficile spie- gare perché una squadra con un uomo in più per oltre un’ora non sia riuscita a farlo pesare.
di quanto avremmo meritato per il gioco espresso. Dove- vamo recuperare i punti della penalizzazione e ci siamo riusciti. Adesso si apre una nuova fase del campionato. Il girone è molto equilibrato e, per arrivare al successo, non basterà la sola qualità tec- nica: serviranno anche altre caratteristiche. Ci auguriamo di proseguire su questa strada e di mantenere lo stesso ritmo».
Cosmi la milza per San Matteo è riuscito a mangiarla. Il pa- nettone, a questo punto, mi pare un programma ambi- zioso









