Pontecagnano. Il bilancio del sindaco Lanzara - Le Cronache Provincia
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Pontecagnano. Il bilancio del sindaco Lanzara

Pontecagnano. Il bilancio del sindaco Lanzara

PONTECAGNANO FAIANO. Una città, quella di Pontecagnano Faiano, che poco alla volta sta incontrando la giusta dimensione e un proprio posizionamento nello scacchiere dei Picentini e della zona Sud della Provincia di Salerno. Un territorio che cresce, anche grazie alla presenza dell’aeroporto e di un litorale che sta cercando di recuperare poco alla volta i suoi spazi. Il tutto raccontato dal sindaco Giuseppe Lanzara, giunto al terzo anno del secondo mandato da primo cittadino. É iniziato da poco il terzo anno del secondo mandato consecutivo. Può tracciarci, in sintesi, un bilancio? “Il bilancio spetta prima ancora ai cittadini, ma per quel che mi riguarda posso ritenermi parzialmente soddisfatto dell’operato svolto fino a qui. La definizione del PUC dopo quarant’anni, l’attenzione rivolta all’edilizia scolastica ed i servizi resi con le Politiche Sociali sono solo alcuni fra i risultati più entusiasmanti. Resta, ovviamente, tanto ancora da fare e noi lo faremo”. La presenza dell’aeroporto ha determinato una crescita di presenze sul vostro territorio. Come sta rispondendo Pontecagnano? “L’apertura dell’aeroporto, due estati fa, ha rappresentato senza dubbio uno spartiacque per Pontecagnano Faiano. Non parliamo soltanto di un’infrastruttura che porta più persone sul nostro territorio: è cambiato il ruolo stesso della nostra città, che oggi è una delle principali porte di accesso alla provincia di Salerno e a una parte straordinaria della Campania. È un’opportunità enorme, della quale siamo orgogliosi, ma è anche una responsabilità. Perché il nostro obiettivo non può essere semplicemente quello di vedere aumentare il numero di persone che arrivano: dobbiamo fare in modo che una parte di quei flussi scelga Pontecagnano Faiano, vi soggiorni, utilizzi i suoi servizi, conosca il territorio e contribuisca alla sua economia. Per questo stiamo lavorando su più livelli: qualità e organizzazione dei servizi, accoglienza, mobilità, decoro urbano, promozione del territorio e capacità ricettiva. L’aeroporto può rappresentare una leva formidabile anche per il commercio, per le attività imprenditoriali e per tutto il comparto turistico, ma questi benefici vanno accompagnati e governati. La vera sfida, quindi, è trasformare quella che oggi è una crescita delle presenze in uno sviluppo strutturale e duraturo. L’aeroporto non è un punto di arrivo del nostro percorso: per Pontecagnano Faiano è l’inizio di una nuova fase, che ci impone di essere ancora più ambiziosi nella qualità della città che vogliamo costruire”. Il litorale, da sempre uno dei punti deboli, ma anche di forza di questo territorio. Qualcosa è cambiato? Qualcosa sta cambiando? “Il litorale è probabilmente la sfida più complessa che Pontecagnano Faiano abbia davanti a sé, ma è anche quella dalla quale può nascere la trasformazione più importante della nostra città. Non abbiamo mai nascosto le criticità della fascia costiera, che sono il risultato di decenni di sviluppo disordinato, di una pianificazione insufficiente e di un modello urbanistico che oggi non è più adeguato alle esigenze del territorio. Proprio per questo abbiamo scelto di non limitarci ad interventi episodici o semplicemente estetici. La nostra ambizione è molto più grande: ridisegnare il rapporto tra Pontecagnano Faiano e il suo mare. È questo il senso del Masterplan della fascia costiera, un percorso sul quale lavoriamo da anni e del quale ho la delega anche a livello provinciale. Non si tratta di sistemare qualche tratto di lungomare, ma di immaginare progressivamente una nuova fascia costiera, con maggiore qualità urbanistica, spazi pubblici, servizi, accessibilità, mobilità, tutela ambientale e nuove opportunità turistiche ed economiche. Quando affronti una trasformazione di questa portata, i tempi inevitabilmente non possono essere brevi: servono pianificazione, strumenti urbanistici, risorse e il coordinamento di più livelli istituzionali. Ma la direzione è ormai tracciata ed è irreversibile: dobbiamo superare un assetto che ha mostrato tutti i suoi limiti e costruire un pezzo nuovo di città. E oggi questa sfida diventa ancora più strategica proprio per la presenza dell’aeroporto. Una città che è diventata una porta d’ingresso del territorio deve tornare ad avere nel mare uno dei suoi principali elementi di identità e di attrazione. Il nostro obiettivo è molto semplice da raccontare, anche se complesso da realizzare: fare in modo che tra qualche anno il litorale non venga più indicato come la più grande criticità di Pontecagnano Faiano, ma come una delle più importanti opportunità di crescita e di qualità della vita della nostra città. I cittadini chiedono maggiori spazi verdi e alberi per la città? Come state rispondendo? “Con un post recentemente pubblicato sui social, ho spiegato chiaramente ed onestamente la situazione del verde a Pontecagnano Faiano. Ho precisato quali saranno gli investimenti (solo 200.000 euro previsti a breve periodo) e quali le aree su cui stiamo lavorando. Il lavoro è immenso, ma con uffici ed associazioni gradualmente lo porteremo a compimento” Quali sono i programmi e le priorità per la città subito dopo l’estate? “Siamo già all’opera per il cartellone natalizio e prima ancora ci stiamo preparando all’inizio dell’anno scolastico monitorando i lavori negli edifici ed alimentando la collaborazione con le dirigenze. Un Sindaco è sempre operativo, anche quando si concede una giornata con la famiglia o sotto l’ombrellone”. Come si sta svolgendo il programma estivo a Pontecagnano? “Sta andando alla grande: i numeri parlano chiaro. E questo grazie all’impegno encomiabile del Consigliere agli Eventi Vittorio Marino, degli Uffici Comunali, delle Forze di Sicurezza, delle Parrocchie e delle Associazioni. Abbiamo provato a rendere quest’estate bollente un po’ meno dura con serate di grande qualità e seguito. Mi è piaciuto enormemente trovare il pienone in giro per il centro e le periferie. Lavorare fianco a fianco con donne, uomini, giovani e giovanissimi resta uno degli aspetti più gratificanti dell’operato di un Primo Cittadino. Significa condividere e confrontarsi, seminare e raccogliere. Grazie ad ogni singola persona che ha reso possibili questi momenti: è nei giorni di convivialità e di festa che si scopre il valore vero di una comunità”. Sta già pensando al suo futuro al termine del secondo mandato? “Ho imparato che nella vita come in politica bisogna focalizzarsi sul presente, darsi da fare come se il tempo fosse sempre poco e seguire gli eventi, senza programmi troppo definiti o vincoli eccessivamente pressanti. Oggi continuo a godermi questa straordinaria avventura, che è stata e resterà sempre un privilegio; domani chissà. L’agenda è sempre straripante di impegni e di incontri: non ne perderò uno con l’auspicio di continuare a fare tutto quello che è nelle mie possibilità per continuare questa esperienza con dignità ed orgoglio”. Idee e obiettivi chiari, almeno fino al termine di questo mandato. Poi si vedrà.

Mario Rinaldi