Salute, costo vita, sicurezza, tutela identità. Le nostre priorità cambiano - Le Cronache Attualità
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Salute, costo vita, sicurezza, tutela identità. Le nostre priorità cambiano

Salute, costo vita, sicurezza, tutela  identità. Le nostre priorità cambiano

di Aldo Primicerio

 

Nel nostro Parlamento e sui media si perde tempo a discutere di scelte politiche inutili o già sputt…te. La legge elettorale ad es., lo Stabylicum o Melonellum, con cui Meloni pensa di governare per un nuovo…Ventennio. Oppure il riarmo, con cui i Paesi Ue, Italia in testa, pretendono di difendersi in una guerra con gli Usa o la Russia. Od anche il Ponte sullo Stretto, con cui Salvini e la Lega sperano di unire… la Sicilia con l’Europa (capirai!). Pensieri davvero “sublimi”. Che agli italiani non interessano un fico secco.

 

Come anche il veleno vomitato dal deputato di destra Galeazzo Bignami contro Oscar Luigi Scalfaro

Che avrebbe liberato 300 mafiosi dal carcere duro!  Una panzana storica. Se si ricorda che nel 1993 il mancato rinnovo dei decreti del 41-bis per oltre trecento detenuti fu una scelta autonoma del Ministro di Grazia e Giustizia dell’epoca, Giovanni Conso. E poi, un Capo dello Stato che libera dei detenuti? Ma chi glel’ha data la laurea in Giurisprudenza al riccioluto Fratello italiano? L’avete mai sentito che un Presidente della Repubblica ha il potere di rilasciare o gestire i regimi detentivi dei prigionieri? Ma non meravigliamoci. Se si va ad approfondire il livello culturale dei componenti di questa maggioranza al governo, coinciando dalla sua leader, esce fuori tanto altro.

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La mappa delle preoccupazioni degli italiani è in continuo mutamento

Cambiano in base all’evoluzione della congiuntura e della situazione socio-economica. Alcuni temi acquistano rilevanza e altri diventano più marginali. 10 anni fa, ad impensierire i cittadini erano soprattutto la disoccupazione, la pressione fiscale e l’immigrazione, temi che oggi risultano meno centrali, perché una triade di problematiche li ha sostituiti in cima alle preoccupazioni degli italiani: sanità, costo della vita e sicurezza. La salute, e quindi il sistema sanitario, preoccupa il 43% di noi. Ma la Meloni ed il suo governo non se ne accorgono. Noi ce ne siamo accorti quando il neo-ministro Schillaci, appena nominato, reintegrò i medici radiati perché si erano pubblicamente dichiarati No-Vax. Una decisione eloquente di un governo che si era prefisso di fare l’esatto contrario di quelli precedenti. Una scelta certamente non culturale o etico-politica, ma ideologica. Infatti l’ideologia, puntualmente rinfacciata alla sinistra, è proprio il documento di riconoscimento della neo-destra. La sanità quindi, e poi i prezzi e l’inflazione con il 37%, ed a seguire la criminalità e quindi la sicurezza subito dietro con il 36%. Queste oggi le priorità.  Distanti, dietro, immigrazione, ambiente, previdenza.. Ultimi, chi l’avrebbe mai detto, il lavoro per i giovani, lo sviluppo economico, tasse e fisco, ed in coda la disoccupazione.

La sensibilità per le problematiche inerenti ai servizi sanitari era diventata più marcata nel periodo del Covid, ma finita l’emergenza ha continuato a crescere e il malcontento per il funzionamento della sanità si è diffuso. Da due anni l’indicatore della sanità non sta più aumentando, ma si è assestato su un livello piuttosto alto.

Come si nota dal diagramma che pubblichiamo in foto, anche le conseguenze dell’inflazione hanno iniziato a creare disagi alla popolazione nel periodo del lockdown, hanno avuto un picco nel 2022, per poi calare rimanendo però al secondo posto tra le priorità. L’aumento dei prezzi ha inoltre messo in ombra altri aspetti economici che in passato erano stati fondamentali come occupazione, sviluppo economico e tasse. Infine, è da 4 anni che cresce progressivamente l’importanza attribuita al problema della criminalità. Parallelamente si registra un aumento molto più contenuto delle preoccupazioni legate all’immigrazione, segno che i due fenomeni vengano oggi associati in misura minore. Appare evidente, quindi, che la pandemia del 2020 abbia prodotto dei mutamenti sociali, i cui effetti si protraggono ancora oggi.

 

La politica oggi incapace di riconoscere l’identità dei cittadini e di tutelare i suoi valori ed il suo mondo

Sono queste infatti le nuove priorità della nostra società che cambia. Noi cittadini ci aspettiamo che la politica sia capace di ricooscere e proteggere la nostra identità ed i nostri valori. Sono quasi 6 su 10 gli scontenti, specie al centro-sud. Ma che significa? Che le persone chiedono ai politici di difendere le loro tradizioni, la loro cultura, la loro lingua e i loro valori locali contro i cambiamenti veloci del mondo moderno. Noi cittadini vogliamo sentirci sicuri delle nostre radici e non vogliamo perdere la nostra storia a causa della globalizzazione. Abbiamo paura del cambiamento di un mondo che muta troppo in fretta per le tecnologie ed il globalismo. Chiediamo di difendere feste, storia, tradizioni e modi di vivere locali. Di proteggere i dialetti e la lingua nazionale da parole straniere. Di aiutare i piccoli negozi e i prodotti tipici del territorio. Di gestire con fermezza l’immigrazione per mantenere le vecchie abitudini sociali. Forse è proprio questo l’elemento che spinge molti italiani a cercare difesa nei partiti della destra. Che un po’ l’ha intuito, puntando sulla sicurezza. E’ indubbio che ampi strati di cittadini (39%) oggi non si ritengono sufficientemente rispettati, ed in qualche modo si sentono umiliati. Le forze politiche quindi raccolgono consensi nel momento in cui riescono ad esprimere un riconoscimento della dignità degli elettori che si sentono ai margini o non rispettati. Alcuni hanno successo altri meno, ma allo stato attuale ben il 30% dei cittadini non si considera compreso e valorizzato da alcun partito. E questo sembra un motivo plausibile della disaffezione e del distacco della gente dalla res pubblica, e quindi dalla partecipazione al voto. Tanto, dicono, sinstra o destra qui non cambia niente, qui i politici sono tutti uguali.