Ospedale di Agropoli, tutti pronti a saltare sul carro del vincitore - Le Cronache Attualità

di Arturo Calabrese

Si accende una piccola fiamma di speranza per l’ospedale di Agropoli. Il presidente Roberto Fico ha parlato e le sue parole equivalgono a una ventata di aria fresca in questi primi giorni di calura estiva. Doveroso, adesso, fare una riflessione. C’è una verità tangibile, che è quella della vittoria del popolo. Il comitato 8 Agosto, che nell’estate dello scorso anno ha portato oltre 4mila persone in strada, ha aperto un varco nella coscienza del popolo cilentano.

È poi arrivato il comitato “Obiettivo Ospedale”, che dal primo giugno presidia l’entrata dell’ospedale e che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, nel quale si accusa l’Asl di omissione di atti d’ufficio. Da vedere se, nello specifico, questo esposto andrà avanti. Il dato certo è che, in meno di un anno, dopo quella prima marcia, qualcosa sia cambiato. Gisella Botticchio in primis e tutti coloro i quali sono scesi in strada e hanno combattuto in questi mesi hanno dato il via a una nuova primavera per il Cilento. L’8 Agosto ha risvegliato un popolo che si era assopito anche, o soprattutto, a causa di una politica territoriale scialba, poco attenta alle vicende locali o fin troppo interessata.

È ovviamente sbagliato fare di tutta l’erba un fascio perché negli anni ci sono state delle eccezioni e penso al sindaco di Castellabate Costabile Spinelli e al sindaco di Giungano Giuseppe Orlotti. Da questo novero sono escluse le minoranze e, in particolare, quelle agropolesi, che sul tema sono state sempre molto sensibili, troppo per qualcuno che ha parlato di populismo. Un qualcuno, il sindaco Roberto Antonio Mutalipassi, che di certo adesso sarà pronto a tessere le lodi di Fico e a prendersi meriti che non ha.

E come lui faranno molti altri amministratori locali, ognuno pronto a prendersi il proprio momento di fama. La vittoria non è della politica, la grande sconfitta di questa vicenda, ma unicamente del popolo.