di Arturo Calabrese
Era già successo una volta e ora il passato si ripete. Protagonista della vicenda è nuovamente il vicesindaco di Roccadaspide, Girolamo Auricchio, che in consiglio comunale ha usato parole forti contro la minoranza, contro l’opposizione esterna e, ovviamente, contro una parte della stampa. Sulla situazione rocchese, alla luce di quanto proferito dall’amministratore di lungo corso, nascono poi parecchi dubbi che verranno approfonditi nei prossimi giorni e che riguardano recenti accadimenti, ma come sempre è meglio andare con ordine.
Durante l’ultima assise, il vicesindaco è intervenuto con espressioni definibili “colorite” e di certo non condivisibili, che sfociano nella violenza e che ben descrivono il clima vissuto nel paese dell’interno.
“A questi – ha tuonato Auricchio riferendosi alle minoranze – bisogna spezzargli le ossa con le denunce, sono dei deviati mentali”. «Queste parole sono un attacco diretto alla democrazia e al rispetto dovuto ai cittadini che rappresentiamo e alle istituzioni – dice il gruppo di minoranza “Direzione Futura” – il presidente del consiglio e tutti gli altri consiglieri presenti non hanno ritenuto opportuno prendere le distanze da tali affermazioni: nessuna dichiarazione, nessun richiamo al regolamento o al rispetto istituzionale. Una complicità passiva che ha legittimato quel linguaggio vergognoso.
Non avevamo intenzione di diffondere questo video per tutelare il decoro del nostro paese ma, ora che è diventato di dominio pubblico, la condanna deve essere ferma e unanime». La minoranza guidata da Giuseppe De Matteis si riferisce allo spezzone del consiglio comunale all’interno del quale si vede e si sente il vicesindaco attaccare, spezzone che è stato divulgato via social.
«Mentre la maggioranza si concentra su minacce e offese – continuano – noi di Direzione Futura ribadiamo che il rispetto per le persone e per le istituzioni è un principio non negoziabile. Continueremo a lavorare con la dignità, la trasparenza e il rispetto che i cittadini e le istituzioni di Roccadaspide meritano».
Nel frattempo, per Auricchio è arrivata la condanna in primo grado per diffamazione aggravata nei confronti del maresciallo Tommaso Iovino, già comandante della locale stazione. L’amministratore è stato condannato a 300 euro di multa e a 2mila euro di spese processuali nei confronti dell’offeso.
Come detto, l’infelice uscita di Girolamo Auricchio in consiglio comunale potrebbe essere la spiegazione di vari accadimenti che hanno caratterizzato la comunità negli ultimi tempi. Alcuni esponenti dell’opposizione esterna all’assise, tra cui anche rappresentanti di partito, sono stati raggiunti da denunce a cui hanno fatto seguito controlli da parte della polizia locale.
Denunce, ovviamente, anonime. Un rapido collegamento, dunque, è molto facile. Un fattore del quale si parlerà nei prossimi giorni in una nuova inchiesta che riguarderà proprio Roccadaspide e un modus operandi che appare sempre più evidente, soprattutto ascoltando con attenzione i soliti e violenti interventi del vicesindaco.






