di Marco De Martino
SALERNO – Salernitana-Casertana, atto secondo. Appena 72 ore dopo il rocambolesco match d’andata al Pinto, granata e falchetti tornano a incrociare i tacchetti all’Arechi in una sfida senza appello. Niente supplementari né rigori: chi uscirà vittorioso dalla sfida di questa sera accederà ai quarti di finale. Salernitana e Casertana, però, si giocano molto più della semplice qualificazione al prossimo turno dei play-off. Un derby è sempre un derby, soprattutto tra due realtà che per decenni hanno dato vita a una delle rivalità più accese della Campania. Dopo oltre trent’anni d’oblio, grazie alle imprese dei granata e alle sfortunate vicissitudini dei rossoblù, il fuoco della rivalità è tornato ad ardere, e una vittoria o una sconfitta finiranno inevitabilmente per alimentare gli sfottò dei prossimi anni. La Salernitana parte da una posizione di vantaggio: il risultato positivo ottenuto all’andata ha rafforzato una situazione già favorevole grazie al miglior piazzamento in classifica. La Casertana, per compiere l’impresa, dovrà espugnare l’Arechi con almeno due gol di scarto. Un obiettivo che, per gli uomini di mister Coppitelli, somiglia a una scalata dell’Everest, considerando quanto accaduto appena domenica scorsa e tenendo conto che i falchetti, in cento anni di derby a Salerno, hanno vinto una sola volta, di misura, oltre sessant’anni fa. Questo, però, non significa che la Salernitana possa considerarsi vincitrice in partenza, anzi. Se è vero che la squadra di Cosmi ha dominato per 70 minuti al Pinto, è altrettanto vero che negli ultimi 20 ha visto i sorci verdi, rischiando di subire una delle rimonte più clamorose della propria storia. In questa stagione la Salernitana ha già abituato i propri tifosi a prestazioni memorabili alternate a blackout sconcertanti, e farà bene a mantenere altissima la concentrazione per evitare una caduta che avrebbe conseguenze pesantissime. Sotto questo aspetto sarà fondamentale il ruolo di Serse Cosmi, allenatore abile non solo sul piano tattico, ma soprattutto nella gestione mentale del gruppo, capace di lavorare sulle teste dei suoi calciatori e di motivarli nei momenti decisivi delle partite. Il tecnico granata farà ancora affidamento sull’intelaiatura tattica e tecnica delle ultime settimane, puntando sul tridente delle meraviglie formato da Ferraris, Ferrari e Lescano. Qualche pedina potrebbe cambiare tra difesa e centrocampo, ma l’atteggiamento non si discosterà da quello visto di recente prima allo Zaccheria e poi al Pinto. In più, capitan Golemic e compagni potranno contare sul sostegno di ventimila tifosi assatanati sugli spalti, pronti a spingerli verso la conquista del derby e non solo. La farsa di undici mesi fa è ancora una ferita aperta, che continua a bruciare e che ogni tifoso della Salernitana spera di rimarginare al più presto. L’unica medicina, in questi casi, sono le vittorie ottenute soprattutto in sfide sentite come quelle con la Casertana. Questi play-off rappresentano un’opportunità e la Salernitana dovrà fare di tutto per sfruttarla al massimo, conquistando un successo dopo l’altro, una qualificazione dopo l’altra. Il cammino è e, se andrà avanti, sarà complicato, difficile, tortuoso. Le avversarie, tutte temibili e desiderose di darle un altro dispiacere, l’attendono al varco. La Salernitana, però, ha il dovere di crederci e di provarci fino all’ultima stilla di sudore. Poi, quel che sarà, sarà. Macte Animo.





