di Mario Rinaldi
“Vogliamo chiarezza, ridateci lo stadio”. Recita così un cartello apposto davanti allo stadio comunale di Fisciano ribattezzato “Unisa Stadium” ex Stadio “Pasquale Vittoria”. Ad affiggerlo sono stati un gruppo di giovani della frazione Penta, dove lo stadio è situato evidenziando con tono polemico che “A Fisciano neppure a calcio si gioca più. Una comunità a cui vengono tolti i propri spazi di aggregazione è una comunità lasciata a se stessa, molto più fragile. E il simbolo di questo abbandono è il nostro campo sportivo, l’Unisa Stadium”, ex Pasquale Vittoria”. L’ultima partita giocata su questo campo risale risale allo scorso anno: da allora è stato chiuso per una presunta inagibilità delle tribune. Le squadre territoriali emigrano nei campi dei comuni limitrofi con evidenti difficoltà logistiche. “Non si conoscono i motivi reali – scrive Vincenzo Landi, attivista di Penta, dal suo profilo social – si è parlato, per un periodo, di inagibilità degli spalti. Ma se il problema sono le tribune, perché vietare persino i semplici allenamenti a porte chiuse? Abbiamo un terreno di gioco all’avanguardia, restaurato con i fondi delle Universiadi 2019 (e a tal proposito, sarebbe interessante saperne di più). Sia chiaro, non stiamo parlando solo di sport. Chi vive il territorio sa che il sabato e la domenica vi era un esodo di massa. Anziani, bambini, famiglie si ritrovavano in tribuna senza nemmeno darsi appuntamento, quasi fosse una grande piazza. La nostra piazza. Le stesse persone, il pallone oggi lo guardano solo in TV”. “Rivogliamo i nostri spazi. La comunità esige e merita risposte. Non arretreremo di un centimetro”, chiude il suo intervento Landi. Il quale, cerca appoggio anche da parte dell’opposizione di governo, chiamata in causa per presentare una interrogazione consiliare al fine di conoscere con esattezza i motivi che hanno portato a mettere i lucchetti allo stadio da ormai diversi mesi. Intervento che non si è fatto attendere da parte del gruppo di minoranza “Impegno e Trasparenza”. “Le preoccupazioni e le domande dei giovani della Comunità Fiscianese rispetto alla chiusura dello stadio P. Vittoria di Penta sono anche nostre – si legge in una nota del gruppo – Le diverse squadre che utilizzavano l’impianto, ad oggi, o non si sono iscritte ai rispettivi campionati oppure sono state costrette, tramite lauti esborsi personali, ad usare gli impianti dei comuni viciniori. L’intera stagione agonistica 2025/2026 è completamente saltata ed è concreto il rischio che lo stesso avvenga anche con la prossima”. I consiglieri Giuseppe Sessa e Giovanni Gioia spiegano anche quelli che potrebbero essere i motivi della chiusura: “La chiusura ‘preventiva’ dell’impianto – spiegano i due esponenti di opposizione – è dovuta al fatto che il Comune di Fisciano ha partecipato all’Avviso di Regione Campania sulla riqualificazione degli stadi (D.G.R. n. 118/2025)”, con il progetto “Riqualificazione funzionale, sismica, energetica ed Adeguamento dello stadio Pasquale Vittoria”, ma ad oggi non è ancora chiaro se il Comune di Fisciano otterrà il finanziamento o meno. Anche se questo avvenisse, i tempi di realizzazione dei lavori, dal costo di 2,7 milioni di euro, sono molto stringenti perché devono essere chiusi entro il 31 dicembre dell’anno in corso”. Questa situazione incerta e aleatoria pone una serie di perplessità e di domande di seguito riportate dai consiglieri: “Perché chiudere ‘preventivamente’ la struttura se è stata presentata una semplice manifestazione di interesse per un finanziamento? Perché, vista la chiusura preventiva, non sono state coinvolte le associazioni sportive per gestire insieme a loro questa forte criticità, ad esempio con accordi con le Amministrazioni Comunali limitrofe al fine di ospitare le nostre squadre? C’è il forte rischio che la riapertura del campo sportivo avvenga ma lasciandolo nello stesso stato in cui è stato chiuso: o perché il Comune non risulta vincitore della manifestazione di interesse o perché a finanziamento ottenuto non si è in grado di rispettare la scadenza che sembra al momento non prorogabile. Oltre al danno la beffa”. Da qui l’interrogazione posta all’Amministrazione Comunale e che molto probabilmente verrà presentata nel prossimo consigli comunale: “di chiarire i motivi della chiusura dell’impianto; se i lavori si faranno o meno; qual è la data prevista di riapertura del terreno di gioco, almeno per le associazioni sportive del territorio. Non sempre si possono ignorare le proteste e non sempre la sciatteria e la mala gestio possono vincere su questo territorio”. In attesa di risposte, le squadre di calcio hanno dovuto, gioco forza, cercare soluzioni alternative per disputare i campionati di calcio delle rispettive categorie di appartenenza.





