Agro. Niente sconti su chi gestiva il traffico illecito di rifiuti speciali ed emissioni di fatture inesistenti: il Riesame di Salerno rigetta i ricorsi di 8 indagati finiti agli arresti domiciliari a gennaio scorso. Quindi, dopo il no del giudice per le indagini preliminari arriva anche la conferma dal Tribunale della Liberta. Nell’operazione furono coinvolte altre 34 persone di cui 4 finirono con una misura cautelare meno afflittiva come quella dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, altri invece sono a piede libero con rispettive posizioni più marginali rispetto al resto. I destinatari di misure cautelari sono residenti a Scafati, Pagani, Nocera Inferiore, Salerno, Pompei e San Giuseppe Vesuviano. Coinvolte anche aziende con sede legale a Sarno e San Giuseppe Vesuviano. Contestata agli otto l’associazione per delinquere. Al centro dell’indagine anche un’azienda agricola e suinicola nel comune salernitano di Roccadaspide, dove i militari dell’Arma avevano trovato tonnellate di rifiuti tombati, tra i quali brucavano i maiali. Secondo la ricostruzione accusatoria, gli indagati avrebbero reiteratamente realizzato condotte di illecito smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non – in prevalenza scarti del trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu – provenienti da impianti di napoletani e casertani avvalendosi di società di intermediazione del settore, al fine di conseguire profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge. Il traffico illecito di rifiuti si sarebbe realizzato seguendo tre flussi diversi: un primo, eseguito attraverso la raccolta dei rifiuti industriali presso l’isola ecologica ed il successivo conferimento nell’impianto pubblico dello Stir di Battipaglia; un secondo effettuato attraverso l’abbandono dei rifiuti in siti anche di particolare pregio naturalistico, alcuni delle quali al di fuori della Campania; un terzo, consistito nell’interramento dei rifiuti in Roccadaspide presso in area di pertinenza di una locale azienda suinicola, con conseguente, imponente deturpamento e danneggiamento delle aree interessate. Le condotte sarebbero state attuate anche grazie alla fittizia classificazione dei rifiuti da parte degli impianti di produzione, con redazione di falsa documentazione indicante operazioni di trasporto e conferimento mai effettuate e false fatturazioni al fine di giustificare il trasporto ed il successivo illecito abbandono degli scarti industriali in siti abusivi. Sequestrati due impianti coinvolti nel flusso di illecito smaltimento, otto automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e la somma di 530mila euro, profitto dei reati di traffico organizzato e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le misure cautelari sono giunte dopo gli interrogatori preventivi disposti dal gip per autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili, sono finalizzate ad impedire la commissione di ulteriori reati della stessa specie. Ora il Riesame di è espresso sui ricorsi rigettati per tutti, mentre a breve dovre arrivare la conclusione indagini della Dda di Salerno.





