di Erika Noschese
La prima uscita ufficiale a Salerno del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si è trasformata ieri in un’importante occasione per tracciare un primo bilancio dell’attività di governo a pochi mesi dall’insediamento. L’occasione è stata solenne: l’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la sezione staccata del Tribunale Amministrativo Regionale. Tuttavia, il focus si è spostato rapidamente sui temi caldi dell’agenda politica, all’indomani dell’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, una manovra imponente da oltre 38 miliardi e mezzo di euro per il solo esercizio 2026. Il governatore ha mostrato soddisfazione per il lavoro svolto dalla sua giunta, rivendicando una programmazione che punta a rimettere al centro i servizi essenziali e la qualità della macchina amministrativa. “Abbiamo fatto un bilancio importante di cui io sono molto soddisfatto perché tutte le risorse che abbiamo potuto recuperare, cosiddette libere, le abbiamo investite proprio sulle parti principali del programma elettorale che la mia coalizione ha portato all’attenzione dei cittadini e delle cittadine campane e quindi abbiamo investito sul sociale, sul socio-sanitario, sull’ambiente e sui trasporti”, ha esordito Fico, delineando i pilastri del provvedimento. Entrando nel merito delle cifre, la sanità continua a drenare la parte più consistente delle risorse, assorbendo quasi il 70% del bilancio regionale per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Seguono le politiche sociali con circa 230 milioni di euro di risorse vincolate, l’ambiente con 290 milioni destinati al ciclo integrato delle acque e ai rifiuti, e un corposo stanziamento di oltre un miliardo di euro per il comparto trasporti. Fico ha poi voluto chiarire la natura tecnica e politica della manovra, spiegando la differenza tra fondi vincolati e risorse proprie: “Il bilancio regionale è formato soprattutto da fondi vincolati. Sono i fondi che derivano da una fonte di finanziamento che è vincolata. Per esempio, il Fondo di Ripartizione Nazionale Sanitario arriva e non possiamo spenderlo per altro, quindi quel fondo che è il fondo principale lo dobbiamo per forza spendere per la sanità, giustamente. Il Fondo Nazionale di ripartizione per i trasporti, il Fondo sociale, sono tutti fondi vincolati e quindi c’è una fonte di finanziamento che noi usiamo per sviluppare i progetti, per pagare gli stipendi, per fare una serie di cose, ma non possiamo usare per altro. Quindi quello che rimane totale del bilancio generale è quello che si chiama bilancio libero, ma libero perché deriva da fonti di finanziamento libere, però di fatto non è veramente libero, perché con questa parte di bilancio libero devi pagare tutti gli stipendi del personale della regione, devi pagare i debiti che sono stati contratti ogni anno per una cifra alta. Quindi quello che ti rimane veramente libero è molto poco e quel poco l’abbiamo investito soprattutto nel sociale. Credo che sia una manovra sociale, un bilancio ambientale che segna il solco verso cui noi vogliamo andare e la strada che tracciamo”. La presenza al TAR ha offerto lo spunto per affrontare il tema della giustizia amministrativa e del peso dei ricorsi sullo sviluppo del territorio. “Io ci tengo molto alla leale collaborazione tra le istituzioni, ognuno per il proprio ruolo, ognuno per la propria indipendenza, ma è giusto sempre avere una leale collaborazione istituzionalmente corretta”, ha sottolineato il Presidente. Rispetto al freno che spesso i contenziosi pongono a grandi progetti urbanistici o industriali, Fico ha indicato la strada dell’efficienza interna: “Io posso parlare per la parte che riguarda l’amministrazione e l’amministrazione deve far sì di ridurre sempre di più il contenzioso e deve riuscire a lavorare sulle normative e sulle leggi e sulla qualità in generale legislativa proprio per far sì che ci siano meno ricorsi e meno ricorso significa più sviluppo, più economia e anche più celerità”. Un passaggio fondamentale del suo intervento ha riguardato la riorganizzazione della macchina regionale. Fico non ha nascosto la complessità della sfida, ma ha espresso fiducia nel capitale umano dell’ente. “È una macchina organizzativa chiaramente complessa perché la Campania è una regione grande, l’amministrazione campana ha tante direzioni, ha tanti luoghi anche fisici di lavoro. Uno dei punti che io ho sempre portato avanti anche in campagna elettorale è che la pubblica amministrazione è uno dei punti strategici anche del mio mandato e quindi sto lavorando a stretto contatto con le direzioni, con i dirigenti, voglio valorizzare il personale interno che deve sempre di più crescere. Ho trovato un’amministrazione sicuramente anche adeguata nei compiti che devono portare avanti, possiamo migliorare, cercheremo di migliorare tutti insieme”. Sul fronte della sanità, il governatore ha alternato la difesa del personale medico all’analisi delle criticità. Ha espresso vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico, vittima di un recente caso di presunta malasanità che ha scosso l’opinione pubblica, ricordando di aver nominato ispettori che hanno già prodotto una relazione dettagliata. “Voglio dire a tutti anche i cittadini campani che c’è una classe medica che lavora ogni giorno, anche tra tante difficoltà, che lavora bene e che cura migliaia di persone ogni giorno, ogni settimana, ogni mese per tutto l’anno, H24. Tutti questi medici vanno difesi e tutto questo personale va difeso perché fanno un lavoro di grande qualità. Poi chiaramente le situazioni gravi che possono capitare sono fortemente attenzionate. Sulla questione del piccolo Domenico sento di trasmettere la vicinanza alla famiglia e al dolore rispetto a quello che è successo, perché la cosa più terribile è andare pensando di essere curati e succede qualcosa che poi va esattamente nella direzione opposta. Per ora per me c’è sempre la massima vicinanza alla famiglia con cui mi sono sentito e per tutto il resto andremo avanti sulle cose che ci sono da fare”. Rimanendo in ambito sanitario, Fico ha annunciato importanti passi avanti sul fronte delle infrastrutture legate al PNRR, con la certificazione di nuove strutture e posti letto. “Noi abbiamo preso atto in giunta della certificazione delle case di comunità, ne sono state certificate circa 17 in due delibere, e anche i posti di semiterapia intensiva e terapia intensiva che sono oggi funzionali e che possono essere usati. Questi sono posti di cui abbiamo preso atto per il raggiungimento dei target nazionali rispetto alla spesa proprio su case di comunità, ospedali di comunità, macchinari e posti di semiterapia intensiva e terapia intensiva. Abbiamo certificato che quei 306 posti possono essere attivati e sono attivati quelli con cui abbiamo fatto la delibera”. Infine, il Presidente ha toccato due temi di stretta attualità locale e politica. Sul fronte sportivo, ha rassicurato i tifosi della Salernitana riguardo ai fondi per la ristrutturazione dello stadio Arechi: “Ci stiamo lavorando, non vedo particolari problemi”. Sul piano politico, invece, ha preferito mantenere un profilo istituzionale riguardo alle tensioni nel “campo largo” in vista delle prossime elezioni amministrative a Salerno: “Ne stanno parlando i segretari regionali delle forze politiche. È una cosa che delego a loro e alla loro discussione interna”. L’obiettivo finale resta però l’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario, una partita che Fico sta giocando direttamente ai tavoli romani. “Stiamo lavorando con il ministero, con il ministro e con i tecnici, sta lavorando il mio gabinetto, sto lavorando io con il ministro Schillaci per uscire il prima possibile dal piano di rientro che è una cosa che dobbiamo fare e che mi ero posto come obiettivo politico fin dal mio insediamento”.





