di Luigi Tursi
Presidente Prete, l’importanza di adottare un Piano strategico per il turismo.
“Oggi non basta più avere un ‘bel territorio’ per essere competitivi. Il turismo moderno richiede organizzazione. Adottare un Piano strategico significa smettere di navigare a vista e dotarsi di una bussola: definire chi siamo, a chi vogliamo parlare e, soprattutto, cosa offriamo ai visitatori. È lo strumento che trasforma le potenzialità in economia reale e sostenibile per le nostre imprese.”
Salerno e la Provincia a Sud, come si arriva a questa scelta da parte della Camera di Commercio?
“La Camera di Commercio ha il dovere di guardare all’intera provincia come a un ecosistema unico. Il Sud della nostra provincia, con asset di prestigio mondiale come Paestum e Velia, il Cilento, la Certosa di Padula e il valore immateriale della Dieta Mediterranea, è una risorsa straordinaria che però ha vissuto finora di un turismo soprattutto indigeno e di una promozione frammentata. Abbiamo scelto di agire perché il mercato globale non cerca il singolo comune, ma la ‘destinazione’. Vogliamo che un turista che arriva a Salerno percepisca un’offerta integrata che va dal capoluogo alle aree più interne.”
La Camera di Commercio ha fatto ricorso a due principali soggetti tecnici: quali sono e perché questa scelta?
“Abbiamo puntato sull’eccellenza per avere dati certi su cui costruire. Ci siamo affidati a ISNART, la società del sistema camerale, per l’analisi scientifica dei flussi e del sentiment e a FTOURISM, guidata da Josep Ejarque, per elaborare su questa base la visione strategica e la costruzione dei prodotti turistici. Incrociare i dati oggettivi sui comportamenti di spesa e di gradimento con l’esperienza di un grande esperto internazionale ci permette di non sbagliare gli investimenti”.
Si parla di un presidio operativo di attuazione del Piano strategico della Camera di commercio: come funziona e le finalità?
“Il Piano non deve restare un libro dei sogni chiuso in un cassetto. Per questo abbiamo istituto un’Unità Operativa specifica all’interno della Camera. Sarà il ‘motore’ del progetto: avrà il compito di monitorare i risultati, dialogare costantemente con gli operatori privati e gli enti locali, e gestire gli strumenti digitali, come il nuovo portale dedicato. È la garanzia che ogni azione prevista venga effettivamente messa a terra.”
C’è una definizione delle linee guida di una DMO a livello territoriale?
Dobbiamo essere molto concreti: sul territorio provinciale esistono diverse iniziative per la costituzione di DMO, ma sappiamo bene che i tempi burocratici e organizzativi per renderle pienamente operative non sono brevi. Per questo motivo, la Camera di Commercio ha inteso agire subito con questo piano strategico, offrendo una regia operativa immediata. Restiamo, ovviamente, spettatori interessati e aperti al dialogo: se e quando le DMO territoriali diventeranno una realtà consolidata e presenteranno obiettivi in linea con la nostra visione di sviluppo, avranno senz’altro l’attenzione della Camera.
La provincia di Salerno viene qualificata Destinazione di fama internazionale ma ci sono delle criticità: come superarle?
“La nostra notorietà è alta, ma scontiamo limiti storici: l’eccessiva stagionalità, la frammentazione dei servizi e una difficoltà nel fare rete. Le superiamo passando da una ‘promozione di luoghi’ a una ‘gestione di prodotti turistici’. Dobbiamo offrire pacchetti integrati — mare, cultura, enogastronomia, cicloturismo, turismo religioso ecc. — rendendoli acquistabili e fruibili facilmente, migliorando al contempo la narrazione digitale del territorio.”
Senza accessibilità l’attrattività resta teorica: il ruolo dell’aeroporto Costa d’Amalfi-Cilento e ulteriori potenziamenti dei servizi in programma?
“L’aeroporto è il nostro asso nella manica. È la leva che ci permetterà di puntare a un incremento del turismo internazionale. Ma l’aereo da solo non basta: stiamo lavorando con altre istituzioni affinché lo scalo sia perfettamente integrato con il sistema dei trasporti su gomma, ferro e mare. L’accessibilità deve essere fluida: il turista deve poter arrivare a Paestum o nel Cilento con la stessa facilità con cui raggiunge Salerno.”
- Il Consiglio camerale ha approvato un provvedimento ad hoc. Soddisfatto?
“Moltissimo. Il voto unanime assunto dal Consiglio sull’atto di indirizzo proposto, dimostra che c’è piena consapevolezza della sfida che abbiamo davanti. Non è solo un atto burocratico, è l’assunzione di una responsabilità collettiva verso il futuro economico del salernitano. Ora inizia la fase più stimolante: il confronto con gli Enti territoriali, in primis i Comuni, e le imprese della filiera per trasformare questo piano in realtà.”





