di Mario Rinaldi
E’ stato costretto a lasciare l’investitura di consigliere comunale per la contemporanea copertura di incarichi in importanti società. Ma ora, Andrea Lembo, tesserato PD e figlio dell’ex pm Corrado Lembo è pronto a tornare in campo, soprattutto dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Campagna a seguito delle dimissioni di dodici consiglieri che hanno determinato la caduta del Sindaco in carica Biagio Luongo. Crisi politica a Campagna: un suo commento, da esterno, sulla caduta dell’amministrazione Luogo. “Una brutta pagina per la politica della nostra Città. Le crisi si affrontano assumendosi la responsabilità di motivarle ai cittadini. Cosa è successo, realmente? Perché chi ha chiesto ed ottenuto incarichi e ruoli di primo piano, ha portato la Città al commissariamento? Queste cose, con tutto il rispetto, si spiegano in un solo posto: il Consiglio comunale. Nello studio del notaio si vanno a fare gli atti di compravendita immobiliare, i mutui, le successioni ereditarie e altro. Non si può pensare che sia il luogo in cui si decida il futuro di una Città. L’ho trovato inappropriato, di dubbio gusto e ambiguo, soprattutto da parte dei consiglieri di maggioranza. Le spiegazioni via social, tanto di moda oggigiorno, sono monologhi futili. Ai cittadini si deve chiarezza e trasparenza: in democrazia, questo avviene con gli atti e le procedure previste per il confronto civile, utile a far comprendere le motivazioni di una crisi così profonda ai cittadini per consentire loro di giudicare atti, comportamenti e decidere se queste persone meritano ancora la loro fiducia”. Secondo lei qual è stata la causa che ha determinato questa frattura nella maggioranza di governo? “Intanto colgo l’occasione che mi offre il giornale per dire una cosa: è stato un errore favorire un rimpasto di giunta come quello che ha preceduto la fine dell’amministrazione. La mia solidarietà, umana prima che politica, va agli assessori Fontana e Montera, cui mi lega un rapporto antico di comune impegno civile. In politica, riconoscere il valore delle donne e degli uomini che hai intorno è essenziale. Già il fatto che questo non sia avvenuto, lasciava presagire il peggio. Le operazioni di palazzo, spesso, cedono dinanzi alla realtà dei fatti: i problemi della Città, in larga parte, restano irrisolti, e quel poco di buono che poteva farsi è andato a farsi benedire, con buona pace di tutti i commentatori via social. Una squadra di governo deve trovare le ragioni della coesione prima di pretendere di maneggiare la cosa pubblica: se si tratta solo di destini individuali, fin dall’inizio, è chiaro che prima o poi i nodi verranno al pettine. Purtroppo, l’epilogo dimostra che a nessuno dei protagonisti della crisi, interessa il destino collettivo di Campagna e dei campagnesi”. Lei, in passato, è stato candidato sindaco di Campagna e consigliere comunale. Potremmo di nuovo vederla scendere in campo alle prossime elezioni? “Ho dovuto interrompere l’esperienza in consiglio comunale a seguito degli incarichi assunti come amministratore pubblico di società importanti, a livello prima provinciale e poi regionale. La legge non ammette alcuna ambiguità sul punto, per cui ho dovuto lasciare l’incarico. Ho maturato un’esperienza importante in diversi ambiti di intervento pubblico, dalla protezione civile, all’ambiente, alla gestione di impianti industriali complessi e nel campo della gestione idrica e agro-forestale, con risultati oggettivi e misurabili. Se questo può essere utile ad una causa giusta, per consentire alla Città di avere più opportunità e una classe dirigente adeguata a rappresentarla come si deve, io ci sono. In che ruolo, si vedrà”. In passato si è parlato molto della sua presunta posizione “privilegiata” essendo figlio di un ex pm. “Nasciamo senza colpa, dove non sappiamo. Oggi ho tre figli e provo ad insegnare loro che sono fortunati per ciò che hanno: l’amore e la cura dei propri genitori. Ecco, più che privilegiato, io sono stato fortunato, benedetto da un amore genitoriale che, in maniera sempre discreta e mai invadente, mi ha accompagnato nella vita e mi accompagna ancora. Privilegiato lo sono stato senz’altro perché ho potuto ammirare da vicino un’esperienza di vita e professionale così straordinaria come quella di mio padre. Tuttavia, pochi sanno che a questo, spesso, si è dovuta accompagnare la rinuncia a ciò che per altri era normale, ordinario, quotidiano. Da piccolo venivo scortato dalla polizia con il mitra a scuola, da grande ho dovuto aspettare la pensione di mio padre, avvenuta nel 2018, per potere finalmente dedicarmi al penale nel mio distretto di appartenenza. Non è stato sempre semplice e facile, ma sono fiero di ogni cosa che ho fatto e dell’uomo che sono oggi. Spero che, con mio padre in pensione ormai da anni, si possa finalmente e con serenità affrontare una discussione più concentrata sui contenuti che non sui legami familiari”. Se lei ricoprisse il ruolo di Sindaco di Campagna, cosa farebbe per rilanciare il territorio e quale futuro vede per la sua città? “C’è un lavoro ordinario che viene sottovalutato troppo spesso e fa da premessa al resto. La Città è fatta, innanzitutto, di donne e uomini in carne e ossa. Ci sono persone che lavorano e non vogliono rimanere imbottigliate in un traffico paradossale e senza senso. Gente che chiede solo di trovare l’acqua corrente e pulita nelle case, non a giorni e orari alterni. Famiglie che chiedono luoghi di svago e socialità all’altezza di una comunità grande come la nostra. Scuole sicure e adeguate dove mandare i propri figli e attenzione alle fragilità, ai bisogni primari. Questo per dire quali sono le criticità quotidiane lamentate oggi dai cittadini e prive delle necessarie azioni di risoluzione definitiva. San Francesco ha detto “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. È questione di metodo e di merito: questa Città è piena di talenti e risorse. Occorre il coraggio di riconoscerli e valorizzarne l’enorme potenziale inespresso. Solo così Campagna può assumere il rilievo strategico che le compete, con effetti e ricadute positive per l’intero territorio. Occorrerà grande determinazione e coesione per compiere questo percorso e dotare la Città di servizi adeguati e politiche di sviluppo coerenti con la sua vocazione naturale”. Dalle parole di Lembo si è anche evidenziata una solidarietà nei confronti del primo cittadino mandato a casa con un metodo definito “antidemocratico”. Forse, tra le intenzioni del giovane avvocato di Campagna c’è anche quella di riaffermarsi in un ruolo istituzionale per dimostrare che lui è stato sì “fortunato e privilegiato” (nel senso che egli stesso ha dichiarato), ma anche che il suo percorso ha dovuto sudarselo con sacrifici e rinunce che gli hanno permesso di ottenere una formazione tale da poter ambire, ad oggi, di guidare il suo territorio di appartenenza.





