Porto commerciale, "progetto distrugge la cantieristica navale" - Le Cronache Ultimora
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Porto commerciale, “progetto distrugge la cantieristica navale”

Porto commerciale, “progetto distrugge la cantieristica navale”

di Erika Noschese

«Questo progetto distrugge un intero comparto, quello della cantieristica navale». Parla così Francesco Cappuccio, titolare dei Cantieri Navali Soriente, intervenuto alla conferenza organizzata dal comitato “Giù le mani dalla spiaggia” per ribadire il no alla cementificazione del porto di Salerno. Il nuovo Piano Regolatore Portuale di Salerno, presentato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale al Ministero delle Infrastrutture e al Ministero dell’Ambiente, prevede infatti una profonda trasformazione dell’area portuale, con interventi che – secondo i contestatori – comporterebbero la scomparsa del Circolo Canottieri, dei Cantieri Soriente e di tutti i pontili destinati alla nautica da diporto attualmente collocati nella cosiddetta “vecchia darsena”. Nel dettaglio, la nuova configurazione proposta dal PRP 2024 per il Molo di sottoflutto prevede un allungamento di circa 440 metri del fronte di ormeggio della banchina, con un ampliamento verso mare fino a un massimo di 250 metri. All’estremità del molo, delimitato da un andamento curvilineo, è stata prevista una darsena di servizio — oggi assente nell’assetto attuale del porto — di dimensioni tali da accogliere rimorchiatori, pilotine del Corpo Piloti, mezzi delle diverse autorità pubbliche presenti nello scalo e veicoli degli operatori ecologici. Il progetto contempla inoltre la riqualificazione della darsena cittadina attraverso la realizzazione di una nuova banchina di riva con un’ampia colmata retrostante, anche al fine di garantire un collegamento viario con la restante parte del porto commerciale. L’obiettivo dichiarato è quello di convogliare il traffico in un unico varco di ingresso e uscita, destinato al transito di tutti i veicoli diretti nell’area portuale: mezzi pesanti, pullman e autovetture private. «Questo progetto di fatto distrugge un intero comparto, quello della cantieristica navale, intesa non soltanto come assistenza al diporto — ha dichiarato Cappuccio —. La chiusura dei cantieri navali implica la perdita di un supporto fondamentale per tutto il settore marittimo locale, che comprende anche le tonnare e la piccola pesca. È come una catena: cade la prima pedina e ne cadono molte altre». L’imprenditore ha poi espresso scetticismo rispetto alle prospettive future legate al piano: «In questi anni ho sentito tanti progetti e tante proposte che poi non si sono concretizzate. L’unica cosa certa è che, intanto, si sta intervenendo qui, in questo porto». A ribadire la forte preoccupazione è anche Giovanni Ricco, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Canottieri Irno, realtà storica che rischia di scomparire insieme al suo secolo di attività. «Siamo molto preoccupati, anche perché nella definizione del progetto non è chiaro quale sarebbe il posizionamento del Circolo Canottieri Irno, che insiste in questo luogo da oltre cento anni. Come associazione sportiva dilettantistica non entriamo nel merito della progettazione del nuovo fronte del mare per il futuro della città: siamo consapevoli che lo sviluppo di un territorio passi anche attraverso una revisione del piano urbanistico. Tuttavia, tale revisione deve necessariamente tenere conto di una struttura che da un secolo contribuisce alla crescita e alla diffusione degli sport del mare nella città di Salerno», ha dichiarato Ricco. Il presidente ha inoltre sottolineato come, fino a questo momento, non vi siano stati confronti formali: «Ad oggi non siamo stati contattati da nessuno per comprendere quali siano le nostre esigenze o per individuare una soluzione condivisa». Ricco ha poi ribadito la funzione sociale svolta dalla struttura: «Attraverso lo sport promuoviamo la diversità e l’inclusione. Non siamo soltanto un circolo in senso tradizionale. Insisto molto su questo aspetto: probabilmente dovremmo definire con maggiore chiarezza la nostra identità e chiamarci semplicemente Associazione Sportiva Dilettantistica Canottieri Irno, più che Circolo Canottieri Irno, proprio per evidenziare la nostra missione educativa e sociale oltre che sportiva». Intanto, il presidente del comitato Enzo Ragone ha annunciato che chiederà un nuovo incontro con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Eliseo Cuccaro, per ottenere ulteriori chiarimenti sul progetto. Proprio nella giornata di venerdì, nel corso della consueta diretta social settimanale, l’ex presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha espresso la propria contrarietà al progetto di ampliamento del porto commerciale di Salerno. «Più che rassicurati, queste parole confermano la fondatezza della nostra battaglia. Siamo convinti e soddisfatti che un candidato sindaco autorevole come De Luca si sia espresso in questi termini. Tuttavia, vogliamo che lo facciano anche tutti gli altri candidati sindaco, perché chiediamo un impegno concreto dell’amministrazione cittadina in una battaglia di difesa dell’ambiente, contro l’inquinamento e la cementificazione del porto, ma anche a tutela delle attività produttive che operano in quest’area», ha dichiarato Ragone. Il presidente del comitato ha poi aggiunto: «In questo spazio, che qualcuno considera limitato dal punto di vista territoriale ma che è enorme per il valore economico e sociale che esprime, si vorrebbe cementificare la darsena. Qui lavorano oltre 150 persone in maniera diretta. Noi difendiamo il lavoro, lo sport, i canottieri e la storia di questa città. Siamo contrari a un piano regolatore che, a nostro avviso, prevede soltanto cemento per il porto di Salerno e finisce per penalizzare l’intera comunità».