di Carla Polverino
Un derby che mancava da diciotto anni non può essere una partita come le altre. E infatti, a due giorni dalla sfida con la Salernitana, in casa Cavese l’aria è quella delle grandi occasioni. Non solo per il valore emotivo e simbolico dell’appuntamento, ma anche per ciò che rappresenta sul campo: un banco di prova importante, contro una squadra costruita per stare in alto, per misurare maturità e personalità di un gruppo giovane che ha scelto di crescere strada facendo.
A fare il punto è Clemente Filippi, direttore generale della Cavese. Parole ponderate, ma anche nette: rispetto totale per la Salernitana, orgoglio per il percorso biancoblù, e un pizzico di amarezza per l’ennesimo derby che si giocherà senza la cornice completa del tifo.
“La Salernitana ha una rosa importante: noi dovremo essere perfetti”
Filippi non fa giri di parole quando si parla dell’avversario. Il derby, sì, ma anche e soprattutto una partita che richiede attenzione massima.
“Contro la Salernitana dovremo fare la partita perfetta. Parliamo di una squadra con una rosa importante, allestita per lottare per il vertice. Hanno qualità, esperienza e profondità. Noi invece siamo una squadra più giovane, con ragazzi interessanti che stanno facendo il loro percorso”.
Una differenza di struttura e obiettivi che non spaventa la Cavese, ma che impone realismo.
“Noi stiamo lavorando con mister Prosperi per mantenere la categoria. Il nostro campionato è questo. E proprio per questo, una partita del genere deve essere affrontata con la testa giusta, con intensità e con grande ordine”.
Se il campo racconta una sfida delicata, fuori dal campo il derby porta con sé inevitabilmente anche un tema che Filippi sente in modo particolare: quello degli spalti.
Il DG biancoblù sottolinea quanto Cava sia una piazza vera, di calcio vissuto, e quanto il tifo abbia rappresentato un valore costante durante tutta la stagione.
“Cava è una piazza importante e passionale. I tifosi non fanno mancare mai il loro apporto, ci sono sempre. E proprio per questo ci dispiace moltissimo che questo derby, per la seconda volta dopo la gara di andata, si debba giocare senza una parte della tifoseria sugli spalti”.
Un’assenza che pesa. E che, per Filippi, non è un dettaglio.
“È una sconfitta per il calcio in generale. Perché certe partite dovrebbero essere una festa di sport per il territorio”.
Il direttore generale entra poi nel merito di un problema che riguarda non solo la Salernitana, ma anche la Cavese stessa, più volte penalizzata nelle trasferte.
“Noi siamo stati penalizzati molte volte per le partite in trasferta e questo non è giusto. Soprattutto per loro, ma anche per i nostri calciatori. I ragazzi hanno il diritto di vivere queste gare in un contesto pieno, vero, con un’atmosfera completa”.
Nonostante le restrizioni, però, l’attesa è altissima. E Filippi lo conferma: in città si respira un entusiasmo che non si vedeva da tempo, e la gente sta rispondendo.
“La Salernitana troverà un ambiente caldo. Molti stanno facendo i biglietti in queste ore. Questo derby mancava da diciotto anni e si sente, eccome”.
Il “Simonetta Lamberti” si prepara a essere un catino, con la Cavese che punta anche sul fattore campo per compensare la differenza di esperienza e di organico.
Spazio poi al tema tecnico, con Filippi che difende e valorizza la scelta fatta dalla società in estate: affidarsi a un allenatore con un’identità precisa e con una predisposizione naturale al lavoro sui giovani.
“Mister Prosperi non è una scommessa. Lui ha fatto bene in altre piazze, penso al Campobasso ad esempio. Lo abbiamo scelto perché è bravo e meticoloso a lavorare con i giovani”.
Una precisazione netta, quasi a voler ribadire che dietro questa Cavese non c’è improvvisazione.
“Siamo soddisfatti del lavoro del tecnico. Abbiamo ancora strada da fare per la salvezza ma siamo fiduciosi”.
Al di là della classifica, la partita con la Salernitana diventa anche un test emotivo e mentale: reggere l’urto, restare dentro la partita, non farsi trascinare dall’ansia del risultato, e trasformare la tensione in energia.
Filippi insiste sul concetto di “perfezione”: non solo tattica, ma anche mentale. Perché in un derby, soprattutto contro un avversario costruito per vincere, basta un dettaglio per spostare l’equilibrio.
E a rendere tutto ancora più speciale sarà la cornice del “Simonetta Lamberti”, pronto a spingere la Cavese in una sfida che la città attendeva da anni. Un appuntamento che, comunque vada, riaccende una rivalità storica e restituisce al territorio una partita che mancava da troppo tempo.





