di Arturo Calabrese
Continuano gli appuntamenti di Futura 2030, la scuola politica della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. Nella mattinata di ieri, presso la sede di Vallo della Lucania, era ospite il vice presidente della Camera dei Deputati e ex ministro dell’ambiente Sergio Costa. Numerosi i temi trattati, dalle politiche dei parchi nazionali ai rifiuti a Roccadaspide, dal futuro della Campania alle elezioni politiche del 2027.
Onorevole Costa, oggi nel Cilento per parlare anche di Parchi Nazionali…
“È necessario ripensarli in maniera efficace. Sono preziosi, necessari, ma è il tempo di alcuni accorgimenti. C’è bisogno di nuovi fondi per il clima, da utilizzare proprio nelle aree protette per tutelare chi vi abita. Chi oggi risiede in un parco nazionale è una sentinella, svolge una funzione importantissima di tutela della biodiversità degli ecosistemi che abbiano anche un riscontro economico verde ed ecologico. Non sono soldi che si devono andare a prendere aumentando le tasse, ma sono risorse che già stanno a Bruxelles. Il grande tema che manca è la progettazione per ottenere quei fondi. Misure che sono state messe in campo ma da qualche anno non si fa più. E questo è il grande inciampo dello sviluppo dei parchi nazionali”.
Sulla fauna selvatica qual è la Sua posizione? Pensiamo ai cinghiali o agli scoiattoli…
“Esistono due linee sulle quali si può intervenire. Da una parte, ecologicamente, rispettando i termini della biodiversità, si può procedere ad un sistema che viene già utilizzato nel nord America, che è quello della sterilizzazione alimentare selettiva solamente per i cinghiali. Quindi esiste un modo, già sperimentato, in cui nel giro di tre generazioni, e vuol dire quattro anni, riduce la popolazione di ungulati di oltre il 60%. E questo si fa senza utilizzare i fucili, senza sparare. È un qualcosa di già sperimentato che ha avuto ottimi risultati. Dall’altra parte ci sono i Psr. I Piani di sviluppo regionale che possono essere gestiti, ad esempio, per delle recinzioni che siano adeguate. 70 cm nel terreno, per evitare che cinghiali o istrici scavino, e altre almeno 2 metri e mezzo affinché caprioli o daini non possano saltare. Questi fondi, che la giunta guidata dal nuovo presidente Roberto Fico deve rinnovare, possono salvaguardare la biodiversità e le attività economiche”.
A proposito di Fico: campo largo a Salerno per le prossime comunali?
“Io parlerei di area o alleanza progressista. Il campo largo somiglia troppo a un campo santo se continuiamo a parlarne così. Invece quando parliamo di area progressista noi stiamo parlando di una serie di mondi politici che vuole guardare non al fatto di mettere insieme i numeri, ma al fatto di mettere insieme idee e progetti. Quando si parla di area di alleanza progressista, di area progressista vuol dire che abbiamo una visione politica, progetti politici e dove vogliamo arrivare e come ci vogliamo arrivare. Si può fare, certo che si può fare, la dimostrazione è che in Campania si è fatto e si è fatto bene stravincendo, perché non si può fare nel 2027 a livello nazionale? Allora, ogni partito faccia mezzo passo indietro per fare tutti insieme tanti passi avanti, quindi meno personalismi e più unione. Per le elezioni del 2027 lancerei dunque un modello Campania: si sta insieme avendo un’idea precisa di dove si vuole arrivare”.
A Roccadaspide, nel cuore di un’area protetta, sono state scoperte tonnellate di rifiuti interrati: la Sua posizione…
“Da militare dell’Arma dei carabinieri ho iniziato le indagini sulla Terra dei Fuochi, scoprendo fin troppe nefandezze. Non mi meraviglia che ce ne siano ancora perché è chiaro che c’è stato un periodo della vita di questo Paese, dato le terre dei fuochi non esistono solo in Campania ma esistono in tutta Italia, dove non c’era attenzione, dove c’era molta malavita organizzata che si occupava di questo tema specifico e il modo migliore per loro per fare soldi, per essere chiari, era seppellire rifiuti. Questo è il dato. Oggi è importante che i colleghi carabinieri e carabinieri forestali a scovare e a mettere in luce queste realtà criminali perché ci consentono finalmente di porre fine ad uno scempio. Necessarie anche le bonifiche: nel 2020 da ministro ho firmato una legge che permette di iniziare il percorso che oggi materialmente sta portando alle bonifiche e alla messa in sicurezza. Il grande tema, quindi, è scovare da una parte tutti i criminali e tutte le situazioni del genere e dall’altra parte porre mano alle bonifiche. In Campania abbiamo vissuto anni di incuria, anni che devono essere recuperati ed è necessario un tempo tecnico per farlo. la speranza è che questa generazione, quella che ha i capelli brizzolati, possa favorire un domani diverso per i nostri figli e per i nostri nipoti che finalmente vedranno la propria terra bonificata”.
In un piccolo comune come Roccadaspide, per fare un esempio, è possibile che nessuno si sia accorto di mezzi pesanti che scaricano rifiuti?
“Non mi meraviglio. Quando vestivo la divisa e indagavo, ho visto molte situazioni del genere. C’era e c’è una disabitudine a capire cosa succedeva sul territorio molto spesso. Non c’era e non c’è cattiva volontà, semplicemente c’è la disabitudine mentale. C’è poi un altro aspetto: la malavita non è composta dal delinquente da strapazzo ma è organizzata e preparata. Vuol dire che ha agganci dovunque per poter fare cose del genere, da tutti i punti di vista, sia della pubblica amministrazione, sia del territorio, sia dei macchinari, sia dei criminali e dei legami criminali sul territorio. E allora il grande tema adesso è quello di proseguire le indagini, perché è chiaro che questi criminali con la pressione investigativa incominceranno a non farlo più”.





