«Continuo a confidare nell’operato della magistratura affinché, in sede di appello, venga definitivamente accertata la verità dei fatti. Come ho sempre dichiarato, sono del tutto estraneo alle contestazioni che mi attribuiscono l’appartenenza a un’associazione per delinquere. Pertanto, una volta lette le motivazioni della sentenza, unitamente al mio difensore di fiducia, l’avvocato Pietro Lamberti, proporrò appello avverso una decisione che mi lascia soddisfatto solo in parte: se da un lato è stata infatti riconosciuta la totale assenza di qualsiasi complicità con il dottor Amedeo Saracino, dall’altro non è stata adeguatamente chiarita l’insussistenza del sodalizio criminoso così come contestato dalla pubblica accusa». A parlare è Gianluca Romano, condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione nell’ambito del processo Truffa Bper, procedimento che ha invece visto l’assoluzione dell’allora direttore di banca Amedeo Saracino. Attraverso il suo legale, l’avvocato Pietro Lamberti, Romano ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello, ribadendo la propria estraneità ai fatti contestati e manifestando fiducia nel giudizio di secondo grado, ritenuto il passaggio necessario per il pieno ripristino della verità.





