Referendum giustizia, voto sì - Le Cronache Ultimora
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Referendum giustizia, voto sì

Referendum giustizia, voto sì

Antonio Manzo

Io voto si al referendum sulla giustizia. E il mio voto “si” è di merito e non politico perché non intendo trasformare La campagna referendaria in una battaglia simbolica tra leader e correnti o, peggio ancora sul partito dei magistrati. Io voto sì, perché non voglio far scomparire Il merito delle riforme e far diventare il voto uno strumento identitario che accentuerebbe sfiducia e disaffezione democratica. La campagna referendaria è diventata la più brutta e distorta della storia repubblicana.. In realtà l’impressione è che da questa scadenza referendaria non uscirà nulla di buono, chiunque la vinca. Perché, appunto, chiunque la vinca penserà di aver vinto un’altra battaglia rispetto a quella dichiarata, ma l’avrà fatto grazie alla mobilitazione dei propri elettori fedeli e allontanando tutti gli altri. Dunque non sarà migliorata la qualità della democrazia italiana (della qualità del sistema giustizia non parliamo proprio) e, in definitiva, si sarà ampliato il numero degli incerti e dei diffidenti verso la scelta elettorale che bisognerà fare nel 2027 sulle coalizioni e sui partiti. Io voto si perché non si tratta di dare un voto a questo o a quel governo, e neppure alla magistratura che non ha ragion d’essere con il clamore di alcuni magistrati militanti e di una parte del corpo politico: la divisione tra sostenitori e oppositori finisce per caricare il referendum di significati ulteriori, che non vi sono. Tanto per capirci una giustizia più giusta per i detenuti e le morti in carcere, per gli indagati di un reato penale a via, per i fortunati assolti nell’Italia che nell’ultimo anno fa contare oltre 532 poveri cristi portati indebitamente nel banco processuale degli imputati. E alla fine assolti. Dobbiamo, per decidere, provare a rispondere alle domande più urgenti del sistema penale a partire da quelli che soffrono nelle carceri italiane e si suicidano. E non è un elemento accessorio della campagna elettorale per il sì. E’ la ricerca di misure umane non giuridiche per chi finisce nel vortice del diritto penale. Un modo di discutere di questione serie e non di fantasmi agitati da chi si ritiene prossimo al nuovo fascismo oppure ai magistrati che denunciano un pericolo per i cittadini Io voto sì nonostante la tentazione di strumentalizzare i casi giudiziari che accadono in casa nostra. A proposito, quel che bisogna separare è le carriere dei magistrati e dei giornalisti. Un voto al sì anche per questo necessario referendum che dovrà venire.