Gratteri Santo subito - Le Cronache Ultimora
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Gratteri Santo subito

Gratteri Santo subito

Michelangelo Russo

I pasionari del SI al Referendum si stanno sbracciando, negli ultimi giorni, per sostenere quanto sia belle e buona la Riforma per una giustizia giusta, libera ed efficiente. Le parole sono sempre le stesse. Puri slogan per colpire le anime più semplici e disinformate, secondo lo schema eterno di Petrolini con il quale sfotteva Mussolini, imitando Nerone dopo l’incendio di Roma. “Farò Roma più bella e più superba di pria”. E gli arrivarono, da dentro la folla, i pernacchi di sfottò. Per questo motivo gli alfieri del SI farebbero bene a stare zitti. Tanto, se sono così sicuri di vincere, perché esporsi con i comizi ludici, che sono sempre pericolosi? E vediamo quali sono i pericoli per i comizianti a favore della Riforma. C’è sempre, per fortuna della verità, una voce libera e potente che fa arrivare a Nerone, affacciato a Palazzo Venezia (o se volete a Palazzo Chigi) la sberla che porta alla risata generale mentre Nerone si pavoneggia. Questo compito, metaforicamente, di gridare al popolo che il Re è nudo, se lo è assunto Nicola Gratteri. Che è un magistrato straordinario, ammirato da tutti, universalmente. E’ fuori da ogni corrente, fuori da ogni tentazione politica o ambizione, che vive sotto scorta (più che motivata) da oltre trenta anni. E’ perfino fuori, per scelta, dall’ Associazione Nazionale Magistrati. Una vita di sacrificio assoluto, senza ricchezze e prebende. Una vita francescana, che fa tremare, nella sua purezza di ideali di Giustizia, i potenti e i bugiardi. Nelle sue apparizioni puntuali, da quando è iniziata la campagna referendaria, alle trasmissioni sulla rete LaSette, smonta con la serenità della sua voce di calabrese roccioso il castello di illusioni propagandistiche organizzato dai crociati alla Riforma. E’ la voce della ragione che contrasta, con la sua serenità e chiarezza, e con il timbro di un aedo ellenico, il folklore delle danze sciamaniche dei trombettieri della Separazione delle Carriere. I sillabanti del SI ne sono atterriti, perché quella voce ha il potere di diradare le nebbie della menzogna. Due giorni fa Gratteri ha dissolto l’altra grande bugia del Governo sulla bellezza del sorteggio tra tutti i Magistrati per la composizione dei due Consigli Superiori della Magistratura che, insieme all’Alta Corte Disciplinare, dovrebbero sostituire l’attuale, e unico, Consiglio Superiore nato dalla Costituzione repubblicana. Parlando del sorteggio, che è un sistema neutrale se fatto tra tutti gli aventi diritto, Gratteri ha precisato del diverso trattamento riservato ai membri dei nuovi Consigli Superiori nominati dalla politica, rispetto al sorteggio tra i magistrati togati. Per i membri nominati dalla Politica, il sorteggio avverrà non tra migliaia di aspiranti, (come per i Magistrati che sono più di novemila), ma tra 50 nomi soltanto scelti però dalla maggioranza Parlamentare, cioè dal Governo. E che razza di sorteggio è? E’ sempre tra quelli che vuole il Governo! Dunque, c’è già una prima incrinatura nella stessa Legge Costituzionale, che proclama il sorteggio come principio assoluto, ma che tale non è per tutti egalitariamente. Per i membri politici è solo una finzione! E non è finita, sempre sul problema del sorteggio (e siamo solo a uno dei tanti punti della Riforma!). Gratteri ha detto che il sorteggio tra novemila magistrati, così come è presentato nella Riforma, è quantomeno imprudente; perché non tiene conto di età professionale, di esperienze, capacità dei potenziali candidati; tutti, dal più giovane al più anziano, dal più esperto al meno esperto, sono accomunati in una platea di eguaglianze che possono essere deleterie per l’efficienza dei nuovi Consigli Superiori. La risposta governativa a tali obiezioni è che la nuova Riforma, per funzionare, avrà bisogno di leggi ordinarie di attuazione. In quella sede, dicono i Sapientoni e i Coristi della Riforma, si potrà mitigare la genericità del criterio del sorteggio con leggi che escludano categorie di magistrati per ragioni di giovane età, di inesperienza o altri motivi di opportunità. Bellissimo, sembra dire Gratteri (e noi con lui)! Vi immaginate i profili di incostituzionalità che si porranno per queste leggi, laddove la nuova Riforma non distingue invece affatto, tra categorie di Magistrati, men che mai prevede ragioni di età o altro? E parliamo di un solo punto tra tanti! La Riforma, c’è da concludere, se passa, è totalmente inutile. Serve solo al Governo come propaganda politica. Pensate! Il Consiglio Superiore, così come è oggi, iniziò a funzionare solo dopo dieci anni dall’entrata in vigore della Costituzione nel 1948. E la norma costituzionale che lo prevedeva era semplicissima e di chiara lettura! La nuova Riforma è complicatissima, piena già adesso di contraddizioni. E’ il risultato della incredibile fretta con cui il Governo ne ha imposto l’approvazione a scatola chiusa, senza la modifica di nemmeno una virgola e senza riflessioni. La gatta frettolosa fece i gattini senza testa! Detto di saggezza popolare. Ma la saggezza popolare non è patrimonio culturale di questo Governo. Gratteri, che conosce la saggezza arcaica della Calabria grecanica, sorride sempre nei suoi interventi televisivi. Pare dire che questa Riforma, se passasse, avrebbe bisogno di almeno trenta anni per iniziare a funzionare. Nella migliore delle ipotesi.