Griglie cancellate, valutazioni riscritte e il merito sepolto sotto il silenzio C’è un punto oltre il quale non si può più parlare di disfunzioni, errori materiali o sfortunate coincidenze. Il concorso ordinario per dirigenti scolastici 2023 ha superato quel punto da tempo. E oggi, davanti alle griglie di valutazione cancellate, manipolate, illeggibili, non siamo più nel campo del sospetto: siamo nel terreno della negazione della legalità. Le immagini che accompagnano questo articolo non sono opinioni. Sono atti ufficiali. Le prove che smontano la favola del merito La prima griglia che pubblichiamo appartiene a un candidato ammesso alla prova orale. I segni sono chiari. Le valutazioni leggibili. Le “X” collocate senza ambiguità. Si comprende il giudizio, si ricostruisce il percorso valutativo. È così che dovrebbe funzionare un concorso pubblico. La seconda griglia, invece, è quella di un candidato bocciato, oggi ricorrente. con tracce di valutazioni precedenti. In alcuni indicatori cruciali – come la capacità di agire in coerenza con il profilo del dirigente scolastico ex art. 25 del D.lgs. 165/2001 – la valutazione è semplicemente indecifrabile. Non è trasparenza. È opacità costruita. Quando la bocciatura non si deve capire Una valutazione che non si può comprendere non è solo ingiusta. È illegittima! Perché in un concorso pubblico il candidato ha diritto a sapere perché viene escluso. Qui, invece, la sensazione è un’altra: che il giudizio sia stato aggiustato, corretto, forse riscritto, fino a diventare inutilizzabile come prova. E guarda caso, questo accade solo ai bocciati. I promossi hanno griglie leggibili. Gli esclusi ricevono fogli confusi, cancellati, ambigui. Questa non è casualità. È disparità di trattamento. Accesso agli atti negato: la seconda esclusione Come se non bastasse, a molti candidati esclusi è stato anche negato l’accesso agli atti. Dinieghi, risposte evasive, documentazione incompleta. Un muro amministrativo eretto contro chi chiede trasparenza. Chi non fa domande passa. Chi chiede chiarimenti viene respinto. Chi pretende giustizia viene trattato come un fastidio. È così che si governa un concorso pubblico? O è così che si protegge un sistema che non reggerebbe alla luce? Il silenzio del Ministero: non ignoranza, ma scelta. Davanti a tutto questo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito tace. Nessuna verifica pubblica. Nessuna indagine trasparente. Nessuna assunzione di responsabilità. Eppure parliamo del concorso che seleziona i futuri dirigenti della scuola pubblica italiana. Se questo è il metodo di selezione, la domanda è una sola: che idea di legalità si vuole trasmettere alle scuole? Il silenzio, a questo punto, non è più prudenza istituzionale. È complicità amministrativa. La verità che resta scritta (anche sotto le cancellature) Le griglie parlano. Anche quando qualcuno prova a farle tacere con una penna, una gomma, una cancellatura. Parlano di un concorso opaco. Parlano di candidati trattati in modo diverso a seconda dell’esito. Parlano di merito evocato a parole e tradito nei fatti. Finché non verrà fatta piena luce su queste valutazioni, il concorso DS 2023 resterà una ferita aperta. Non per chi ha perso. Ma per lo Stato, che dovrebbe garantire regole uguali per tutti e invece le cancella. A mano.





