di Arturo Calabrese
C’è una nuova terra dei fuochi in Campania e nello specifico nel Cilento? Di certo c’è che i carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico, hanno portato alla luce tonnellate e tonnellate di rifiuti interrati in quel di Roccadaspide. I materiali tombati, tra cui anche rifiuti speciali e scarti industriali, erano portato nel Cilento da realtà operanti nell’Agro Nocerino Sarnese, nel casertano e nel napoletano. “È emerso che si trattava non di un episodio isolato ma di un vero e proprio modus operandi impiegato dall’azienda investigata – sottolinea in conferenza stampa il generale Antonio Montanaro, comandante dei carabinieri della Tutela ambientale e della Sicurezza energetica di Roma – lo smaltimento di questa tipologia di rifiuti in queste aree e con queste modalità rappresenta non più un elemento caratterizzante solo la nostra regione. La problematica relativa allo smaltimento di rifiuti di questa tipologia è a livello nazionale se non internazionale. Tant’è vero che, spesso, sono aumentate vertiginosamente anche le spedizioni dall’Italia verso Paesi esteri. E questo è stato l’input di questa attività di indagine perché spesso accade che la tipologia dei rifiuti spediti all’estero sia talmente differente da quella dichiarata che ci sono parecchi respingimenti che ci aiutano ad attivare tutti gli alert necessari per poi ricostruire l’intera filiera”. A parlare è ancora il colonnello Pasquale Starace, comandante del gruppo carabinieri Tutela ambientale e Sicurezza energetica di Napoli, che ha eseguito le indagini che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di dodici persone, indagate per traffico organizzato di rifiuti in Campania. I provvedimenti adottati, consistenti in otto arresti domiciliari e quattro obblighi di dimora, rappresentano l’esito finale di una complessa attività investigativa svolta dai carabinieri del Noe di Napoli, avviata nell’ottobre 2023 e sviluppatasi per diversi mesi. L’indagine si è avvalsa anche di strumenti tecnici quali intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video, servizi di osservazione e acquisizione di documentazione. In base all’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero messo in atto in modo sistematico pratiche di smaltimento illecito di rifiuti speciali, sia pericolosi che non, prevalentemente residui derivanti dal trattamento di rifiuti industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata dei rifiuti solidi urbani, provenienti da impianti situati nelle province di Napoli e Caserta. Tali condotte sarebbero state realizzate tramite il ricorso a società di intermediazione del settore, con l’obiettivo di ottenere un indebito vantaggio economico, consistente nel risparmio dei costi legati all’osservanza delle procedure di gestione dei rifiuti previste dalla normativa vigente. Ai domiciliari sono finiti Giovanni Moccia, rappresentante legale della società Polimec srl di Saerno, Salvatore Agovino, Domenico Coppola, Gaetano Crescenzo, Giuseppe Impembo, commerciante di Roccadaspide e proprietario del terreno, Ilario Vernieri, Vincenzo Coppola e Bernardo De Prisco. Obbligo di dimora per Rosario Vernieri, Giuseppe Figari, legale rappresentante della Peppotto-Fer srl con sede legale ad Isernia e sede operativa a Villa Literno nel casertano, Franco Moccia, rappresentante legale della Mocciafer srl di San Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli, e Bruno De Prisco, legale rappresentante della Crd Srl di Pagani.





