Carabinieri assolti. L'avv: Restituita dignità professionale - Le Cronache Cronaca
Cronaca Salerno

Carabinieri assolti. L’avv: Restituita dignità professionale

Carabinieri assolti. L’avv: Restituita dignità professionale

Il Tribunale di Salerno ha assolto cinque carabinieri che erano finiti sotto inchiesta per lesioni aggravate ai danni di un 53enne: i fatti risalgono al marzo 2020, in piena pandemia da Covid. I militari, all’epoca in servizio al nucleo radiomobile di Salerno, dopo un pericoloso inseguimento arrestarono un soggetto che, come ha ricordato oggi in conferenza stampa l’avvocato Giovanni Annunziata (legale dei 5 carabinieri), “viaggiava in autostrada, senza gomme e con un’auto in fiamme”. Il 53enne, si ribellò all’arresto, e i militari dell’arma, come spiegato dall’avvocato Annunziata “furono costretti a utilizzare forme più invasive rispetto a quelle ordinarie di intervento”. L’accaduto fu ripreso in video con i cellulari da alcuni passanti e finirono in rete, sollevando un grande clamore mediatico e proprio dalle immagini finite sul web è nata l’inchiesta della Procura di Salerno che, dopo sei anni di processo, ha portato all’assoluzione dei cinque carabinieri “perché il fatto non costituisce reato”. “Questa è una vicenda che oggi esige un chiarimento e una restituzione di dignità professionale nei confronti di questi signori che hanno esercitato correttamente l’attività di carabinieri”, ha aggiunto l’avvocato Annunziata. “Era necessario questo processo visto che non è stato aggiunto null’altro, se non quello che è stato già detto nella fase delle indagini?”, ha rilevato l’avvocato Annunziata per il quale “è importante che si presti maggiore attenzione quando si processa un carabiniere rispetto ad un soggetto che non ha esigenze di servizio. Voglio precisare che questi 5 carabinieri sono stati allontanati dal servizio, sono stati spostati e hanno avuto problemi. Quindi non sono cittadini che possono subire un processo senza effetti”. Annunziata ha poi spiegato che l’assoluzione è avvenuta in quanto i carabinieri “hanno usufruito di un principio costituzionalmente garantito nel nostro ordinamento giuridico che è l’uso legittimo delle armi”. Alla conferenza stampa, oltre ai militari coinvolti nella vicenda, ha preso parte anche Michele Capece, segretario generale vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri che ha presentato una proposta di legge “che è stata depositata presso la Suprema Corte di Cassazione perché è di iniziativa popolare” e per la quale è in corso la raccolta firme. “In questo contesto abbiamo valutato insieme ai colleghi di proporre al legislatore una serie di norme che possano tutelare il nostro lavoro. Lo facciamo – ha spiegato Capece – partendo da un principio fondamentale che è quello dell’immedesimazione organica. Quando un carabiniere interviene, non interviene come privato cittadino ma lo fa come organo dello Stato. Quindi è necessario e d’obbligo che anche l’amministrazione sia chiamata a rispondere insieme al carabiniere per i fatti, fornendo l’assistenza legale al carabiniere. Perché poi gli effetti si protraggono sulla carriera del carabiniere e lo abbiamo visto in questo contesto dove i nostri colleghi, per aver fatto il loro dovere, prima ancora di una sentenza definitiva, sono stati trasferiti con gravi ripercussioni non solo sulla loro vita professionale, ma anche e soprattutto su quella familiare”.