Scafati. Presunto voto di scambio, dopo le assoluzione di novembre 2024, arriva il processo bis denominato Sarastra. In aula oggi quasi tutti gli assolti a Nocera inferiore dopo che la procura Antimafia di Salerno aveva chiesto 39 anni complessivi di reclusione. Imputato principe il sindaco Pasquale Aliberti e altri 5 (tra cui la moglie Monica Paolino e il fratello Nello Maurizio. “Affrontare questo processo è come entrare in sala operatoria”, dice Pasquale Aliberti. Dopo 18 mesi tra carceri e domiciliari fuori regione, un processo di sette anni terminato con le assoluzioni perché il fatto non sussiste, la Procura ha deciso di ricorrere alla sentenza del collegio di Nocera Inferiore. “Per me sarà una di quelle settimane difficili ma che io ho affrontato sempre a testa alta con grande dignità e con la consapevolezza di essere una persona innocente che ha sempre avuto fiducia della giustizia, nonostante oltre 10 anni tra indagini, perquisizioni, manette ai polsi, isolamento dai miei familiari e decine decine di udienze”, sottolinea Aliberti. “Non so quanti avrebbero resistito. Io l’ho fatto per la mia famiglia e per le persone che mi hanno dimostrato vicinanza e affetto anche nei momenti più difficili, anche da lontano”. Si torna in aula a distanza di oltre due anni dalla sentenza di Nocera Inferiore. “E come andare in sala operatoria ogni volta… Ma a tutti quelli che combattono per dimostrare la loro innocenza dico: ogni volta che provano ad abbattervi, abbiate sempre la forza di rialzarvi”, conclude il sindaco. Sul banco dei testimoni, un collaboratore di giustizia e due imprenditori le cui dichiarazioni in primo grado furono considerate fuori tempo massimo e che ora l’Antimafia vuole riascoltarli credendo che nelle parole dei due ci siano le prove per una condanna. Nel processo bis il Comune di Scafati di presenta come parte offesa dopo averlo deciso con una delibera di Giunta proposta dall’assessore al Bilancio Diego Chirico e votata dagli assessori nei mesi scorsi. Nella valutazioni delle singole posizioni l’Antimafia ritiene come Pasquale Aliberti “sia il vero “dominus” di tutta l’operazione relativa al patto elettorale politico-mafioso concluso con il clan Loreto Ridosso, sia per le elezioni comunali del 2013, che per quelle regionali del 2015″. Nel collegio difensivo tra gli altri Silverio Sica, Giuseppe Pepe, Costantino Cardiello, Gregorio Sorrento e Gennaro Maresca.





