Scafati, Aliberti senza maggioranza. Non mi dimetto - Le Cronache Provincia
Provincia scafati

Scafati, Aliberti senza maggioranza. Non mi dimetto

Scafati, Aliberti senza maggioranza. Non mi dimetto

“Mi hanno lasciato solo a combattere, che si dimettano e si ritorni al voto. Io non ho paura, faccio il medico Un lavoro lo tengo”. E’ stato un consiglio comunale con acque alquanto agitate, quello che si è svolto lunedì sera presso l’aula consiliare di Palazzo di Città a Scafati, dove la maggioranza del Sindaco Pasquale Aliberti sembra ormai naufragata in un mare in tempesta. Approvate dunque le mozioni dell’opposizione mentre quel che resta della maggioranza (9 consiglieri presenti, 5 assenti) ha dovuto astenersi. Lunedì sera ha avvertito “l’umiliazione di chi resta solo senza un motivo, un sindaco abbandonato da chi gli ha professato vicinanza in questi anni, prima sul piano umano e poi politico”. E ancora: “Gli assenti e qualche “gentile assessore” farebbe bene a spiegare i motivi veri della propria assenza ed a dare le dimissioni per dignità personale, visto che non abbiamo avuto alcuna divergenza e neanche una telefonata per giustificare la propria assenza”. Il primo cittadino parla senza mezzi termini di isolamento politico e umano, denunciando l’assenza ingiustificata di gran parte della maggioranza che lo ha sostenuto negli ultimi anni. In aula, l’altra sera, ha potuto contare soltanto su nove consiglieri comunali, ai quali ha rivolto un ringraziamento pubblico. “In consiglio comunale – ha sottolineato il primo cittadino – ho avvertito l’umiliazione di chi resta solo senza un motivo, prima sul piano umano e poi su quello politico”, senza divergenze programmatiche né spiegazioni formali. Il giorno successivo a questo quasi naufragio, il primo cittadino è voluto intervenire con dei chiarimenti: “Non è mia intenzione dimettermi da sindaco – ha dichiarato Aliberti – Dopo aver vinto le elezioni con un consenso popolare così ampio e dopo la grande vicinanza che la cittadinanza mi ha dimostrato, nonostante la vicenda giudiziaria, farlo sarebbe un atto negativo e deludente nei confronti della Città. Una Città che, invece, si aspetta risposte concrete e risultati, quelli che stiamo già realizzando attraverso opere materiali e immateriali finalizzate a migliorare la qualità della vita della nostra comunità”. Quello che manca in questo momento è la stabilità e soprattutto la tranquillità, come stesso Aliberti ha sottolineato: “Per governare – ha aggiunto – c’è bisogno di serenità, di una maggioranza solida e di persone che condividano una stessa idea di Città: quella che abbiamo raccontato sui palchi e descritto in modo analitico nel programma elettorale. Quando emergono divergenze, queste vanno affrontate con il confronto e la discussione, non disertando il Consiglio comunale e mettendo in difficoltà il sindaco, isolandolo e creando problemi nei numeri. Per questo, parlare di un ritorno alle urne non è una minaccia, ma un atto di consapevolezza e di maturità da parte di un amministratore al suo terzo mandato. Senza una maggioranza coesa, che condivida un percorso comune, non si va da nessuna parte. Se non dovessero esserci, come purtroppo al momento sembra, i presupposti per continuare ad amministrare Scafati in modo efficace, la scelta più responsabile sarebbe porre fine a questa esperienza amministrativa entro il mese di febbraio, per tornare al voto rapidamente ed evitare un lungo commissariamento”. Nessuna minaccia, dunque, ma la piena consapevolezza che governare una Città è difficile e che farlo con una squadra unita e coesa lo rende certamente più semplice ed efficace. Intanto, le opposizioni insorgono. Questa maggioranza non esiste più – tuona Francesco Carotenuto di “Scafati Arancione” – Un Sindaco senza numeri, una giunta allo sbando, una maggioranza che nel corso della seduta è arrivata perfino a contare nove consiglieri rispetto ai 15 eletti nel 2023, e che oggi si è definitivamente dissolta. L’ultimo Consiglio lo ha certificato in modo inequivocabile. Il Sindaco è andato sotto su ogni punto, ha dovuto ritirare atti per errori procedurali, e ha mostrato tutta la fragilità di un’amministrazione che non governa più. Questo non è un incidente di percorso: è il fallimento di un progetto politico. Ora leggiamo di dimissioni annunciate, di sfiducia evocata, di voto rinviato. Ma le dimissioni non si annunciano: si presentano. Il resto è solo vittimismo e tattica, mentre la città resta ferma. Se il Sindaco non ha più i numeri per governare — e ieri lo ha dimostrato — faccia un passo indietro subito. Da registrare nel frattempo l’elezione di Michele Grimaldi del Pd a presidente della Commissione consiliare Garanzia, unica commissione la cui presidenza spetta alle opposizioni come da statuto e norma di legge Mario Rinaldi