di Erika Noschese
“Nodus”: è il titolo del progetto lanciato da Antonio Guadagno, giovane salernitano che oggi vive a Bologna per studiare presso il Conservatorio, molto conosciuto per la classe di composizione. Il progetto è una raccolta di più brani e protagonista assoluto è il pianoforte. Nodus è il frutto del lavoro di Antonio Guadagno alla violoncellista Ludovica Ventre, primo violoncello dell’Orchestra Filarmonica Campana, Carmen Armenanante, violista della stessa orchestra e Giorgia Pontillo, violinista molto attiva nel settore degli eventi
Antonio, partiamo da te: un salernitano a Bologna. Perchè questa scelta?
«Ho scelto il Conservatorio di Bologna per la sua rinomata classe di Composizione. L’obiettivo era principalmente quello di trovare un ambiente ricco di cultura e stimoli. Nonostante tutte le difficoltà accademiche, posso dire che questo percorso è stato fondamentale per permettermi di raggiungere una maggiore consapevolezza, anche se la strada è ancora lunga, come è giusto che sia. Io ed i miei colleghi abbiamo avuto in questi anni l’opportunità di studiare e confrontarci con figure di spicco del panorama musicale internazionale, come Salvatore Sciarrino e Franco Piersanti».
Cosa significa per te la musica?
«Ho capito quanto per me fosse importante la musica perchè questa mi da sempre la possibilità di guardare le cose da una prospettiva più profonda: ad ogni evento, situazione o emozione, riesco a dare maggiore significato attraverso la scrittura. In altre parole, ho spesso la sensazione di fare musica anche quando sto facendo altro, e me ne rendo conto solo dopo».
Stai lavorando ad un progetto importante. Di cosa si tratta?
«Il progetto a cui ho lavorando, “Nodus”, è una raccolta di più brani – che vedono il pianoforte come protagonista – scritti a partire da 8 anni fa sino ad oggi. Ho attribuito ad ognuno di essi uno specifico stato d’animo, realtivo, a sua volta, ad uno specifico periodo della mia vita. Musicalmente lo considero un progetto piuttosto semplice, volto a rendere “pubblico” qualcosa che fino ad ora avevo tenuto per me stesso. Il punto forte del progetto è stato sicuramente la possibilità di collaborare con figure emergenti del panorama musicale campano, tra cui la bravissima e nota violoncellista Ludovica Ventre, primo violoncello dell’Orchestra Filarmonica Campana, nonostante la sua giovanissima età. Hanno inoltre partecipato: Carmen Armenante, violista della stessa orchestra e Giorgia Pontillo, violinista molto attiva nel settore degli eventi. Ho inoltre avuto la possibilità di lavorare con Salvatore Martines, videomaker e regista salernitano, autore di una serie tv su Amazon Prime. Per quanto riguarda l’impianto grafico, questo è stato affidato ad Ettore Borsa. È per questo che Nodus, con le importanti collaborazioni che ha visto, rappresenta per me un punto di partenza per qualcosa di molto più grande e duraturo».
A che punto è questo progetto?
«Il progetto è praticamente concluso. Non ho specificato una data di uscita poiché stiamo perfezionando tutto ciò che riguarda la post produzione audio. Ma quasi sicuramente uscirà tutto a febbraio».
Quali i progetti per il futuro?
«Come anticipato in precedenza, l’intenzione è proprio quella di portare avanti un progetto continuativo. Per adesso ci siamo già confrontati tra noi, in particolare con Salvatore. Abbiamo già diverse idee in cantiere, ma voglio fare tutto con calma».










