Il radicamento territoriale di Forza Italia nel Salernitano passa anche da figure che hanno garantito continuità politica, equilibrio, organizzazione e presenza costante nelle istituzioni locali. Giuseppe Ruberto, vicesegretario provinciale, è una di queste. Già capogruppo al Consiglio provinciale per due consiliature, amministratore di Corleto Monforte da quattro mandati e riferimento storico del partito in provincia di Salerno, Ruberto ha attraversato stagioni politiche diverse mantenendo saldo il legame con gli amministratori, i Comuni e le aree interne. Un lavoro concreto e determinante, fatto di moderazione e mediazione, che oggi trova riscontro nei risultati elettorali e nel rafforzamento dell’area moderata.
I recenti risultati elettorali in provincia di Salerno segnalano una crescita di Forza Italia. Che lettura ne dà?
«Sono risultati politici, non solo percentuali. Crescere in una fase segnata dal calo dell’affluenza significa intercettare un consenso consapevole. In diversi Comuni del Salernitano Forza Italia è risultata il primo partito o ha raggiunto percentuali molto elevate. È il segnale che il lavoro sul territorio, fatto di presenza, ascolto e credibilità, viene riconosciuto dagli elettori».
Quanto ha inciso il radicamento locale in questo risultato?
«È stato decisivo. Senza una rete di amministratori, senza un rapporto costante con sindaci, consiglieri comunali e comunità locali, non si costruisce nulla di solido. In questi anni Forza Italia ha investito sulla qualità della classe dirigente territoriale, anche grazie al segretario provinciale Roberto Celano, neoconsigliere regionale, ed è questo che oggi consente al partito di essere competitivo anche in contesti complessi».
In Regione Campania pesa lo stallo sul bilancio. Quali effetti sta producendo sui territori?
«Gli effetti sono concreti e preoccupanti. Il bilancio regionale non è un atto formale, ma lo strumento che consente a enti locali, imprese e servizi di programmare. Ritardi e incertezze rischiano di rallentare investimenti, opere e politiche di sviluppo. È una situazione che penalizza soprattutto i territori più fragili».
Dal mondo imprenditoriale arrivano segnali di forte allarme. Che risposta deve dare la politica?
«La politica deve ascoltare, assumersi responsabilità. Quando imprenditori e categorie produttive denunciano blocchi e ritardi, significa che qualcosa non sta funzionando. Senza certezze su risorse, tempi e procedure amministrative, si fermano investimenti e occupazione. Forza Italia ha il dovere di farsi carico di queste istanze e di portarle con forza nel dibattito regionale».
Guardando avanti, come si prepara Forza Italia ai prossimi appuntamenti elettorali?
«Con metodo e organizzazione, attraverso una politica fatta di azioni concrete, non “urlata”, rispettosa delle istituzioni. Le future elezioni amministrative rappresentano passaggi fondamentali per consolidare il radicamento del partito. Lavoriamo alla costruzione di liste credibili, valorizzando amministratori locali, competenze e nuove energie provenienti dal mondo delle professioni, dell’impresa e dell’associazionismo. L’obiettivo non è l’improvvisazione, ma un progetto politico solido e duraturo».
Quanto conta il lavoro di squadra in questa fase?
«Conta moltissimo per favorire una politica di “visione” e non di “divisione”. I risultati arrivano quando c’è un progetto chiaro e una guida capace di tenere insieme il partito. Il lavoro portato avanti dal segretario regionale Fulvio Martusciello ha rafforzato l’organizzazione e la credibilità di Forza Italia sui territori».
Che ruolo può giocare Forza Italia nel centrodestra campano?
«Un ruolo centrale. I dati dimostrano che Forza Italia cresce mentre la partecipazione complessiva diminuisce. Questo rafforza il partito come perno dell’area moderata e come forza capace di contribuire in modo determinante all’equilibrio della coalizione».
In sintesi, che ruolo può svolgere oggi Forza Italia nel Salernitano?
«Quello di una forza affidabile, radicata e responsabile, capace di rappresentare i territori e di prepararsi con serietà alle sfide future, mettendo al centro sviluppo, lavoro e coesione, con un supporto costante per i giovani, i piccoli Comuni, le aree interne e l’agricoltura, con le tante aziende zootecniche-agricole messe a dura prova da una serie di criticità».





