Giustizia. Volpe, perchè no al referendum - Le Cronache Attualità
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Giustizia. Volpe, perchè no al referendum

Giustizia. Volpe, perchè no al referendum

di Mario Rinaldi

 

 

Un NO convinto, confermato dalla volontà di aderire, secondo i propri principi istituzionali e la tutela dei principi costituzionali, al Comitato nazionale dei Sindaci per il NO al referendum sulla riforma della giustizia, promosso dal presidente di ALI Nazionale (Lega delle Autonomie Locali) il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Un orientamento che indirizza in una direzione ben precisa il Sindaco di Bellizzi Mimmo Volpe, come lui stesso ha illustrato in dettaglio.

Sindaco, lei figura tra i 24 firmatari del costituito Comitato nazionale dei Sindaci per il NO al referendum sulla riforma della giustizia. Può spiegarci questa scelta?

“La scelta è maturata sul piano nazionale di far aderire la nostra organizzazione. Abbiamo una tradizione riformista e progressista. Con l’ufficio di presidenza guidato da Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, abbiamo deciso di entrare ufficialmente nel comitato civico nazionale per il NO al referendum sulla separazione delle carriere. Con una consultazione nazionale dei vari direttivi regionali si è dato vita alla costituzione ufficiale di ALI Lega delle Autonomie Locali. La prima preoccupazione che ha dato vita alle adesioni è l’attacco alla costituzione. Un chiaro intento di aprire un varco per metterci mano senza nessuna garanzia di riforma della giustizia. Mi permetta un inciso: la nostra organizzazione è stata sempre al fianco dei movimenti. Infatti noi eravamo la sede nazionale per l’autonomia differenziata. Anche allora fummo la categoria che si espose di più. In giro non avvertiamo nessuna emergenza sulla riforma. Ripeto sta diventando altro”

È l’unico firmatario dei sindaci in Provincia di Salerno. Tuttavia, Lei, nella qualità di Presidente di ALI Campania – Lega delle Autonomie Locali – ha assunto l’incarico di raccogliere le adesioni di Sindaci e Sindache e di tutti gli amministratori e consiglieri per sostenere il NO. Pensa che ci saranno molte adesioni?

“Lo scorso 10 gennaio c’è stata ufficialmente l’adesione al “Comitato società civile per il No al referendum”. Ora è partita ufficialmente l’adesione città per città, comune per comune. In ogni luogo saremo presenti per far sentire le ragioni del no. I Sindaci possono dare molto in questa vicenda. Basti pensare alle decine di errori che hanno portato sindaci e intere amministrazioni alla “decapitazione” di intere giunte. Questo non può valere ad un vero attacco alla magistratura. Scardinare uno dei capisaldi di autonomia della giustizia. Abbiamo raccolto decine di adesioni solo in Campania. In ogni regione ALI Lega delle Autonomie è presente nei comitati. Siamo uno dei dodici movimenti del comitato nazionale con ANPI, Cgil, Acli, Arci,Art 21, Libertà e Giustizia, Pax Cristi. Solo una precisazione: l’elenco dei sindaci sottoscrittori del documento era provvisorio. Siamo già un migliaio in tutta Italia”.

Ritiene inutile l’istituzione di questo referendum?

“I nodi della mala giustizia non sono la separazione delle carriere. La riforma lascia il cittadino nelle mani di un PM politicizzato. Non c’è nessuna garanzia. Non si può accettare il sorteggio per la scelta dei componenti del nuovo CSM. Ripeto, si cerca solo di intimidire il corpo della Giustizia. Per questo nelle prossime settimane saremo in tutti i comitati per il no. I Sindaci vogliono mandare un messaggio di presenza e garanzia ai giudici”.

Il Comitato del NO costituito dai Sindaci potrà orientare in maniera decisiva la scelta degli italiani?

“Ditemi dove c’è la famosa responsabilità dei giudici. Dove sono le garanzie per il pm e per l’imputato di non subire prepotenze? Fino a prova contraria siamo sempre innocenti fino a condanna definitiva. Il pm lavora per la ricerca della non colpevolezza. Cercheremo di far capire questo agli elettori e cercheremo di spiegarlo in modo semplice per renderli consapevoli della loro scelta”.

E’ un referendum nel quale non servirà un quorum. Secondo lei gli aventi diritto si recheranno alle urne o si assisterà a una minima percentuale di votanti? Situazione che si è già registrata alle ultime elezioni regionali in Campania. Secondo lei questo dato denota anche una disaffezione alla politica in generale e poca fiducia nelle istituzioni?

“Io credo che susciteremo maggiore interesse su una riforma che mira ad altro. Solo una prova muscolare del governo. La riforma va fatta ma non con colpi di mano che colpiscono la nostra carta costituzionale”. Un lavoro che da oggi fino al prossimo 22 marzo sarà caratterizzato dalla capacità di attirare quanti più sostenitori possibili per il NO alla riforma sulla giustizia. E anche una prova di maturità che i sindaci cercano di superare facendo valere le loro ragioni.