Antonio Manzo
Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso presentato dal sindaco di Camerota, Giuseppe Mario Scarpitta, contro la sentenza del Tar salernitano che dichiarò illegittimi i lavori sulla Falesia 60 kilogrammi di tritolo. E’ il 2022 e sulla strada provinciale Mingardina c’è una frana che ostacola il flusso turistico. Arriva la Provincia di Franco Alfieri che ordina i lavori di somma urgenza. Senza nessun appalto, il sindaco Mario Giuseppe Scarpitta può chiamare la ditta Santangelo, fiduciaria del Comune cilentano. La sentenza del Consiglio di Stato è particolareggiata e dura dei giudici Intanto al danno ambientale incommensurabile della distruzione della Falesia, si aggiunge la beffa delle notevoli le spese a carico del Comune che saranno valutate dalla Procura Generale della Corte dei Conti di Napoli a cui sono stati i visti gli atti e che inciderà anche sulla contestazione dei reati proporzionati al grave danno. Il danno deriva dalla mancata costituzione di parte civile del Comune di Camerota, agevolata dall’amministrazione e tollerata con acquiescenza dall’opposizione. Tornano così i giorni del tritolo a Camerota, un appalto con modalità operative molto sospette tra Camerota a Santa Marina, ora al vaglio del giudice penale di Vallo della Lucania che ora dovrà rispondere alla richiesta di riformulare l’imputazione per il sindaco Giuseppe Scarpetta ma ampliando anche lo scenario degli imputati per aver emesso documenti falsi nelle istruttorie, così come richiesto dall’associazione di Camerota “Per un comune migliore” alla quale si affianca tra le parti civili anche la “fondazione Angelo Vassallo” e e l’associazione Italia Nostra.
Nei giorni del tritolo non c’era nessuno a rilevare lo scempio naturalistico mentre le pietre della Falesia venivano dirottate per il porto di Santa Marina su richiesta del sindaco Giovanni Fortunato sarà poi arrestato per una storia di corruzioni e mazzette ancora al centro di un processo a Vallo della Lucania e sulla strada della prescrizione.
In quei giorni del tritolo, non ci sono neppure professionisti dell’antimafia e tutto avviene in silenzio nonostante la sentenza del Tar ora demolita dai giudici del Consiglio di Stato. Un attentato alla natura, e un affare politico in piena regola nel Sistema Cilento.. L’avvocato Ciro Ingmar Cusati difensore dell’associazione “Per un comune migliore” già nella seduta di inizio luglio 2025 chiese un processo ben più ricco di responsabili per il disastro ambientale della falesia, la relazione dei lavori con il tritolo viene affidata non ad un tecnico qualificato in materia geologica ma ad un architetto a tempo determinato del Comune. C’è un ordine di sospensione dello scempio naturalistico da parte della Soprintendenza alle Belle Arti di Salerno e del Parco Nazionale del Cilento presieduto dal Giuseppe Coccurullo, presidente della Fondazione Alleanza Nazionale oggetto pochi giorni fa di una richiesta di dimissioni.
I fatti non furono denunciati in modo chiaro e preciso dagli investigatori perché la qualificazione giuridica del fatto è diversa dal reale, non sono contestate le aggravanti relative alle tutela garantite dal patrimonio Unesco ma, soprattutto, non sono stati indicati né rinviati a giudizio gli eventuali correi. E’ la nuova storia di Camerota, dove nel gennaio 2023 l’ex assessore all’urbanistica di Camerota Salvatore Caliccchio, con una tragica preveggenza, denunciò alla procura della Repubblica, alla Soprintendenza e al Parco lavori abusivi sulla costa della Falesia. Che poi, tra marzo e maggio 2023 sarà distrutta dal tritolo. Camerota è stato anche il Comune dove proprio l’ avveduto assessore all’urbanistica Salvatore Calicchio tentò di far approvare il nuovo piano regolatore comunale tuttora inesistente. Lo stesso assessore che negli anni Ottanta all’epoca le allora minoranze politiche con la complicità dell’allora procuratore della Repubblica, alla fine degli anni Ottanta, e con l’influente leader deputato socialista fu fermato con ottanta ben avvisi di garanzia tutti inesistenti ma costruiti per impedire il lavoro di approvazione del Piano regolatore. Nel Cilento la politica si è sviluppata anche con queste aggressioni giudiziarie. Con buona pace dei porti delle nebbie dove c’è un sindaco colpito da un abuso edilizio in comune di Casal Velino e con ordinanza di demolizione alla moglie. Ma, questa, potrebbe essere storia già archiviata con il sorso di una bibita andata a male..





