di Erika Noschese
Alla fine, era solo una questione di scelta, non tra il bene e il male, ma tra ciò che era corretto e ciò che, invece, doveva fare un passo indietro. E si sa, scegliere non è per tutti, anche quando davanti si ha l’esempio del sindaco Pescatore, Angelo Vassallo. Così, a prendere una decisione ci ha pensato la famiglia. Oggi, il Circolo Velico Lazzarulo perde l’ultimo barlume di speranza e di insegnamento di quel sindaco che tanto ha dato e fatto per Acciaroli. Ieri, Angela Amendola, moglie di Angelo Vassallo, ha rassegnato le dimissioni da socia del circolo, fondato nel 2007 per volontà del sindaco e di un gruppo di soci con l’obiettivo di promuovere attività sportive per bambini con disabilità e giovani desiderosi di avvicinarsi al mondo della vela. A raccontare l’accaduto è stato Antonio Vassallo, figlio di Angelo e Angela, che attraverso i social ha spiegato il percorso del Circolo Velico Lazzarulo: «Nel 2021, con la nomina a presidente di Pietro Di Lorenzo, il circolo ha intrapreso un cambiamento di rotta, perdendo progressivamente l’identità e i valori con cui era stato creato. Nel 2022, uno dei soci, Domenico Palladino, gestore insieme a Di Lorenzo del lido “Il Caleo”, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Salerno. Nonostante la gravità delle accuse e il tempo trascorso, il circolo non ha mai preso provvedimenti per la sospensione o l’esclusione del socio – ha dichiarato Antonio Vassallo – Di fronte a questa situazione, mia madre, che ha sempre fatto parte del direttivo, ha scelto di prendere le distanze rassegnando le proprie dimissioni». Nella lettera di dimissioni, Angela Amendola ricorda di essere entrata a far parte del circolo dopo la scomparsa del marito, avvenuta nel 2010. «Mio marito fu uno dei soci fondatori, profondamente motivato dal desiderio di creare uno spazio dedicato alla vela per le nuove generazioni e promuovere attività inclusive per bambini con disabilità – si legge nella lettera – Negli ultimi anni ho assistito con crescente dispiacere a diatribe sull’assegnazione dei posti barca e a una generale carenza di iniziative coerenti con lo spirito originario». La motivazione principale che ha spinto Angela Amendola alle dimissioni, spiega ancora, è «la permanenza nel circolo di Domenico Palladino, iscritto nel registro degli indagati dal 2022 per l’omicidio di mio marito. Ritengo che la sua presenza sia incompatibile con i valori e l’integrità che dovrebbero contraddistinguere questa realtà. Rassegno formalmente le mie dimissioni, con la speranza che il circolo possa ritrovare la sua vera identità e tornare ad essere il luogo di crescita e passione per cui è stato fondato». Nel 2010, Domenico Palladino era consigliere comunale di maggioranza con Angelo Vassallo sindaco e Stefano Pisani vice. Curava per l’amministrazione la delega alla Cultura e al Turismo, mentre la sua famiglia aveva interessi nel settore turistico e nei locali notturni della zona. Stando a un verbale del 30 maggio 2012, nell’agosto 2010 i rapporti tra Vassallo e i Palladino erano molto tesi. In quel periodo, il sindaco avrebbe scoperto l’esistenza di un’imbarcazione che trasportava droga nel porto di Acciaroli e intendeva denunciare tutto per liberare il territorio dal malaffare. Domenico Palladino, insieme ai familiari Giovanni e Federico, tutti imprenditori, è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di droga. Secondo gli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato motivato dalla volontà di mettere a tacere Vassallo, che aveva scoperto un traffico di cocaina lungo la costa cilentana e, in particolare, nel porto di Acciaroli. L’ex primo cittadino sarebbe stato ucciso dopo aver confidato quanto sapeva all’ex procuratore capo di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, senza però riuscire a formalizzare la denuncia a un carabiniere di fiducia dello stesso Greco. Sempre secondo le accuse, Cagnazzo si sarebbe impegnato in un’attività di depistaggio delle indagini, organizzata già prima che Vassallo venisse ucciso. All’appello manca però l’esecutore materiale: a nessuno degli indagati è contestato di aver sparato alla vittima.





