di Marco De Martino
SALERNO – La Salernitana, dopo l’infelice scampagnata di Pasquetta a Cittadella, è pronta a rituffarsi nella missione salvezza affrontando un altro match senza appello. Contro il Cosenza i granata si giocheranno, come avvenuto contro il Sudtirol, le residue possibilità di permanenza in serie B con un solo risultato a disposizione, naturalmente la vittoria. Lo stop imprevisto di lunedì scorso, se da un lato ha frenato la rincorsa cominciata contro i bolzanini di Castori, dall’altra ha dato la possibilità a Pasquale Marino di allenare con maggiore incisività un gruppo appena conosciuto ed ancora alla ricerca della propria identità. La sfida contro i silani darà, inoltre, la possibilità, a Ferrari e compagni, di eliminare una diretta concorrente dalla mini competizione salvezza. Dopo la conferma, da parte del Tar del Lazio, della penalizzazione di 4 punti inflitta al Cosenza, la Salernitana ha di fronte a sè due scenari: o ritrovarsi al cospetto di una squadra ormai rassegnata alla retrocessione oppure, e questa è l’ipotesi più concreta, oppure affrontare un gruppo da un lato avvelenato dalla sentenza del Tar che ha ridotto ulteriormente le proprie chance di permanenza in B e dall’altro libero sotto il profilo mentale perchè ormai senza più nulla da perdere. Una condizione, quest’ultima, che anche la Salernitana conosce molto bene visto che è ormai da inizio stagione che è costretta a navigare nei bassifondi della classifica. In più però la squadra granata avrà dalla sua parte un muro granata composto da almeno quindicimila tifosi pronti a spingerla verso la conquista dei tre punti come accaduto già contro il Sudtirol. Dal canto suo, mister Marino, proseguirà sulla strada tattica intrapresa al suo esordio. Conferma in vista, dunque, sia per lo spartito tattico 3-4-2-1, sia per gli interpreti eccezion fatta per l’ex Zuccon che sarà costretto ad osservare i suoi compagni dalla tribuna. Al suo posto, accanto ad Amatucci, Marino rispolvererà il redivivo Tello. Per il resto tutto confermato rispetto a due settimane fa, con il terzetto difensivo davanti a Christensen formato da Ruggeri, capitan Ferrari e Lochoshvili (occhio al giallo per questi ultimi due, sono entrambi diffidati), con gli esterni di centrocampo Ghiglione e Corazza e con i due trequartisti Verde e Soriano alle spalle di un Cerri affamato di gol visto che il centravanti è a digiuno ormai da ben undici partite. In ogni caso, parafrasando mister Marino, “non è importante chi segnerà: l’importante è farlo”. E, soprattutto, vincere.





