Coloniali Troiano: una bontà dal 1950 - Le Cronache
Salerno

Coloniali Troiano: una bontà dal 1950

Coloniali Troiano: una bontà dal 1950

di Jacopo Tafuri
Camminando lungo Via Carmine, procedendo in direzione centro città, capita di essere attratti da una vetrina che espone le più svariate tipologie di dolciumi, vini e liquori pregiati, contenitori in vetro contenenti prodotti sotto spirito e tanto altro.
Proprietaria dell’attività di coloniali è Carmen Troiano, una signora simpatica, e sempre disponibile che sa accogliere e consigliare la clientela che, in special modo nei periodi di festa, aspetta disciplinata in fila per accedere al fornitissimo negozio.
Quando e come nasce Coloniali Troiano?
“Coloniali Troiano nasce nel 1950 con i miei genitori.
Inizialmente l’attività non era ubicata nel quartiere del “Carmine” ma in Via Nizza. L’idea, embrionale, di un negozio di coloniali nacque però ancor prima, quando mio nonno materno vendeva caramelle “veneziane” sul Corso Vittorio Emanuele e mio padre, già fidanzato con mia madre, era solito aiutarlo nella vendita.
Impegnato in questa piccola attività mio padre cominciò a pensare ad un negozio di vendita di dolciumi e non solo, poiché, a quei tempi, i coloniali vendevano tante cose. Circa venti anni fa ho deciso di continuare con l’attività”.
Ogni tipologia commerciale, in maniera diversa, ha subito danni in seguito alla pandemia di COVID 19, qual è la situazione attuale, ancora ci sono riverberi sull’andamento dell’attività?
“Tutte le attività commerciali hanno avuto problemi a causa della pandemia, e per un certo periodo di tempo si è sofferto da un punto di vista economico; attualmente il commercio si è ripreso anche se, devo dire, il mio settore è riuscito a superare il periodo di ristrettezze perché noi siamo rimasti aperti, quindi non abbiamo subito danni irreversibili, come successo invece per altre attività commerciali”.
Si comincia a parlare di alimenti a base di insetti, qualche azienda vi ha proposto qualche nuovo prodotto, avete avuto richieste, state cominciando a considerare questa novità di mercato?
“Nessuna delle aziende che tratto ha proposto alimenti a base di insetti o farina di insetti; io sono contraria a questo tipo di alimentazione, non perché sono prevenuta sull’argomento bensì perché la clientela non è ancora pronta, se poi si considera tale novità di mercato per un discorso di sostenibilità, per lo spreco che la nostra società produce, penso che basterebbe acquistare con più oculatezza, senza arrivare a dover pensare di immettere sul mercato prodotti che ritengo “estremi” “.
Qual è o quali sono i prodotti più richiesti e più venduti?
“In negozi come il mio la clientela ricerca prodotti di alta qualità.
Noi trattiamo, quindi, prodotti che non vengono commercializzati nella “grande distribuzione”: certamente con una fascia di prezzo più alta ma qualitativamente migliori.
Tutto ciò che è esposto alla vendita, dal cioccolato, ai vini, ai liquori, la gastronomia, è tutto di alto livello qualitativo: ricercatezze che hanno qualcosa in più rispetto alla norma”.
Come vede il futuro del settore?
“Questo settore sopravvive se ti specializzi, se ricerchi e vendi prodotti nuovi, di alta qualità; la marcia in più viene poi dall’onestà, dalla cortesia, dalla professionalità e dal servizio che sai fornire: chi accede al negozio è guidato e consigliato”.
Che importanza date all’utilizzo dei social media per pubblicizzare l’attività e/o ampliare le vendite?
“Sicuramente l’utilizzo dei social media può aumentare le vendite, io però non sono portata per tale tipologia di canali di vendita e pubblicizzazione dei prodotti: se decidi di utilizzar “la rete” devi poi dedicarti a curare ed aggiornare le pagine web, ed io non ho il tempo. La mia esperienza è che se la clientela usufruisce della tua professionalità e trova prodotti di qualità, il passaparola è la migliore pubblicità, è il miglior canale per assicurarti le vendite”.