I funerali del piccolo Mourad Boulila - Le Cronache
Cronaca

I funerali del piccolo Mourad Boulila

I funerali del piccolo Mourad Boulila

di Marco Visconti
Arriva un altro momento straziante per la comunità di San Valentino Torio: il funerale del piccolo Mourad Boulila. Si è tenuto nella giornata di ieri pomeriggio alle ore 17 presso la chiesa di Santa Maria della Consolazione di San Valentino Torio. Tante persone sono accorse alla chiesa per porgere l’estremo saluto al piccolo Mourad. Hanno fatto da sfondo le magliette bianche su cui capeggia il volto di Mourad e i palloncini bianchi, che richiamano la tenera età del bambino. A omaggiare il piccolo Mourad c’è stato anche il vescovo monsignor Giuseppe Giudice della diocesi di Nocera Sarno. Finita la messa, il corteo funebre si è spostato verso il cimitero di San Valentino Torio e, a pochi passi dallo stesso, i giovani e gli adulti hanno salutato Mourad facendo tuonare dei veicoli: le moto, i camion e 2 Ferrari, di cui una ha riportato sul cofano la dicitura «Ciao Mourad» e sul parabrezza la maglia in cui è rappresentato il bambino. Questi veicoli, in particolare le moto e le Ferrari, piacevano tanto a Mourad. Al cimitero, prima della sepoltura del bambino, sono arrivati i tifosi della curva B del Napoli del territorio di Sarno, Pagani, Cercola e San Valentino Torio. Questi hanno posto il loro saluto con bandiere del Napoli e con i cori «Uno di noi»; «Siamo figli del Vesuvio» e «Sarò con te». Poi la bara bianca è stata ricoperta di sciarpe e bandiere azzurre per ricordare la vicinanza che aveva il piccolo nei riguardi della squadra calcistica. La bara è posta nelle vicinanze della sorella Jemila e del cognato Rosario. Anche Antonella Panorano, maestra di Mourad, porge il suo ultimo saluto al piccolo: «“Ciao maestra, ci vediamo lunedì, ciao Mourad, a lunedì”. Il nostro ultimo saluto venerdì all’uscita di scuola. Da oggi il tuo banco vuoto, il tuo silenzio assordante farà male. La notizia della tua morte è stata una pugnalata al cuore. Se ti rimproveravo tu mi guardavi con quegli occhioni meravigliosi e un sorriso a 32 denti e il gioco era fatto. Non posso pensare che non ti vedrò più correre, ridere, parlare. La seconda B non sarà più la stessa classe senza di te. Arrivederci piccolo amore della maestra».