Pietro, una leggenda con il cuoregranata che non si dimentica - Le Cronache
Attualità

Pietro, una leggenda con il cuore
granata che non si dimentica

Pietro, una leggenda con il cuoregranata che non si dimentica

Quel dito verso l’alto una vittoria eterna,
la tua grinta resterà indelebile in cielo ed in terra.
La voglia di vincere, nei tuoi sacrifici e silenzi,
hai conquistato l’Olimpo del Mondo, con le tue gambe “motrici viventi”.
Pietro il Grande, la Freccia del Sud,
un popolo Ancor ti acclama,
nonostante tu, non ci sei più.
La storia di un Campione,
diventato Leggenda,
Pietro Mennea, non si Dimentica.
Di carattere piuttosto schivo, quasi spigoloso, era però dotato di una mentalità votata al sacrificio e alla conquista degli obiettivi che lo ha trascinato verso i successi più grandi che si potesse immaginare. Dopo aver iniziato a correre nel cortile della scuola durante l’ora di ginnastica, come sarà capitato a tanti di noi, prese la decisione di avvicinarsi sempre di più al mondo dell’atletica. Da lì, di gara in gara, tra alti e bassi, tra bocciature e vittorie, ha iniziato a scalare l’olimpo della corsa, fino ad arrivare a risultati strabilianti già da ragazzo.
Cinque Olimpiadi, dal ‘ 72 all’ 88, 29 medaglie, di cui 18 d’oro, fanno della Freccia del Sud un azzurro memorabile.
Prese parte alle Olimpiadi di Monaco 1972: è stata la sua prima volta. Purtroppo l’evento, che doveva essere memorabile in senso positivo, rimarrà macchiato nella storia a causa della tragedia causata da “Settembre Nero”: un commando terroristico palestinese irruppe nel villaggio olimpico, con l’obiettivo di colpire la delegazione israeliana. Il bilancio fu di 17 vittime, tra cui undici atleti. Pietro riuscì a conquistare il podio nei 200 metri piani, arrivando terzo e portandosi a casa la medaglia di bronzo. Un risultato che aprì la fase più fulgida della sua epopea, durata almeno quindici anni. Nelle successive tre edizioni delle Olimpiadi – a Montreàl, a Mosca e a Città del Messico – Mennea riuscì ad arrivare sempre in finale nei duecento. È tuttora l’unico uomo ad aver raggiunto questo risultato per quattro olimpiadi consecutive. Longevità atletica e forza mentale, due caratteristiche che lo hanno contraddistinto. Pietro Mennea è rimasto e rimarrà una leggenda dello sport italiano. Ci sono numerosi aneddoti, oltre che i record, a ricordarcelo.
Tra il 1979 e il 2018 ha mantenuto il primato italiano nei cento metri piani, con il cronometro che segnava 10’’01. Quel tempo è stato battuto poi da Filippo Tortu a Madrid (con 9’’99), in una gara che è diventata storica. Per quanto riguarda i duecento metri piani, invece, il suo fantascientifico 19’’72 conquistato nel 1979 alle Universiadi di Città del Messico è tuttora imbattuto a livello nazionale, mentre ha resistito addirittura come record mondiale fino al 1996, quando è stato infranto da Michael Johnson (19’’32).
Un uomo che oltre allo sport, ha saputo coltivare la sua grande capacità verso l’istruzione, raggiungendo ottimi risultati, infatti Quando da ragazzo dovette scegliere a che università iscriversi, fu consigliato direttamente da Aldo Moro, che gli segnalò la Facoltà di Scienze Politiche. Proprio così: venne caldeggiato dall’allora Ministro degli Esteri, pugliese pure lui (originario di Maglie, in provincia di Lecce) e dunque spiritualmente vicino al talento di Barletta. Dopo il primo titolo accademico, conseguito nel 1980, si laureò anche in Giurisprudenza, nove anni più tardi. In età più matura decise di riprendere gli studi, per conseguire altre due lauree: quella in Scienze Motorie nel 2002 e quella in Lettere nel 2003.
Pietro sperimentò con successo anche l’attività politica per mettersi al servizio di tutti. Dopo una breve parentesi come Assessore dello Sport del Comune di Palermo (Giunta Orlando, 1993-1994), fu anche parlamentare europeo (con la lista dei Democratici) dal 1999 al 2004. Nel 1998 Mennea si legò ai granata, alla Salernitana. Fu infatti, per alcuni mesi dell’annata del salto in serie A direttore generale della Salernitana della gestione Aliberti. Dimostrò di saper fare anche calcio. L’allora presidente lo ricorda come un grande campione, ma anche una persona umile e semplice.Fu proprio a Salerno, nell’ottobre del 1969 che Mennea realizzò il record italiano allievi con il tempo di 10,8 dei 100 metri piani. In una intervista storica disse: “Quando feci il record italiano allievi a Salerno nel 1969, a mezzogiorno avevo mandato giù tre piatti di pasta al forno!”.
Il gigante di Barletta che amò Salerno e la sua gente, purtroppo nel 2013 a causa di un male incurabile, perse la vita