Rotary Club Salerno Duomo: per chi suona la campana? - Le Cronache
Cronaca

Rotary Club Salerno Duomo: per chi suona la campana?

Rotary Club Salerno Duomo: per chi suona la campana?

 Ad un mese dal passaggio del collare la ruota del club, guidato da Raffaele Parlato comincia già a girare e produrre. Progetto simbolo sarà la realizzazione dei sentieri per il pellegrinaggio sulle tracce delle spoglie di San Matteo

 Di Olga Chieffi

Che sia una ruota di carro a tredici raggi o un ingranaggio dentato, simbolo di civiltà e movimento ma, sarebbe da aggiungere, di ferace volontà di cambiamento, di quel “fare”, un verbo che apre a tutto, anche alla “poesia” che proprio da quel poiein deriva, l’icona del Rotary Club Salerno Duomo, oggi ad un mese dal cambio del Collare, da Vincenzo Abate a Raffaele Parlato, avvenuto nel corso dell’elegante cerimonia negli spazi del Lloyd’s Baia Hotel, ha iniziato subito a girare e a macinare idee e progetti, in vista della ripresa delle attività autunnali. La ruota dentata del Rotary non è certo l’ingranaggio della macchina che inghiottisce Charlot in “Tempi Moderni”, è una ruota umana, democratica, paritaria, basta dare uno sguardo alla regola per la disposizione dei tavoli nel cerimoniale delle conviviali, che il Prefetto deve conoscere a memoria: è quasi come sedere alla tavola rotonda dei mitici cavalieri, poiché i rotariani sono cavalieri di un’idea, quella di “Servire al di sopra di ogni interesse personale”, ovvero senza secondi fini, in cui si pongono alla ricerca del “Tempo pieno”. La prima grande virtù dell’uomo è la verità (secondo alcuni filologi deriva dalla radice iranica ver che significa fiducia realtà). Solo riuscendo ad agire in modo da suscitare la fiducia degli altri, e al tempo stesso ad avere fiducia negli altri, forse potremo risollevarci da una condizione che sta cedendo al Nulla. Questo il filo rosso che ha legato gli interventi dei diversi relatori che si sono alternati nel corso della serata del passaggio, in particolare del presidente uscente Vincenzo Abate che ha relazionato dell’attività intensissima promossa nel più difficile dei periodi, quello del covid, dall’istituzione, in primis, del centro vaccinale in Sant’Eustachio, sino alle borse di studio e al concerto organizzato per premiare le eccellenze del nostro conservatorio di musica, e del Formatore Distrettuale Andrea Di Lieto, che ha toccato i temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della discriminazione, che deve essere combattuta in ogni campo. Vincenzo Abate ha consegnato quindi due “Paul Harris”, il più ambito riconoscimento del Rotary, a  Giuseppe Cimmino e alla signora Raffaela Sasso e diversi attestati di ringraziamento  a Emanuela Pavese,   Rodolfo Fimiani,  Gaetano Guerra e Francesco Amato. Quindi, il neo-Presidente Raffaele Parlato ha presentato la sua squadra, a partire dal suo secondo, il Vicepresidente, Alfredo Marra, supportato dal segretario, Vincenzo Fiocco, figura basilare il  tesoriere,  Alfonso Giordano e ancora un ruolo complesso, il  Prefetto, colui che detiene le insegne del club, gran cerimoniere, Armando Cerzosimo, tra il tour e il logistic manager, che dovrà saper comunicare ai rotariani e ai loro ospiti l’idea e l’essenza del Rotary. A suo fianco, la quota rosa del sodalizio rappresentata dalla Delegata Web,  Mariarosaria Vitiello e la Delegata agli Eventi, Maria Gabriella Ippolito. A completare il nuovo consiglio, Gerardo Vassallo, segretario esecutivo, i consiglieri, Giuseppe Cimmino, Gaetano Cuoco, Ezio Catauro, Giuseppe Palladino, Gennaro Esposito, Matteo De Roberto, il Presidente Incoming, Sabato Cuozzo, il Delegato ai Progetti, Michele Pellegrino e il Delegato Rotary Foundation, Francesco Dente, i quali si gioveranno ancora della parola esperta di Vincenzo Abate. Intenso il discorso di Raffaele Parlato, il quale continuerà sulla strada tracciata dai suoi predecessori, portando avanti il progetto triennale “Urban Green”, sulla sensibilizzazione delle amministrazioni locali e l’educazione dei giovani riguardo l’importanza del verde urbano, da intendere come vera e propria “infrastruttura di salute pubblica”, in grado di migliorare il benessere fisico e mentale dei cittadini. Si ascolteranno storie simbolo nel corso delle reunion settimanali, in cui si toccheranno temi relativi all’integrazione sociale, alla sanità, alla cultura, al territorio ove si vive che ospita tesori che, magari, non si conoscono approfonditamente, il tutto volto a “cambiare” in meglio, in “buono” la società. Progetto identificativo del Club Salerno Duomo, sarà la realizzazione  insieme all’ imprenditore  Alfonso Grieco, Presidente del “Gruppo di Preghiera Fedeli di San Matteo” e a don Michele Pecoraro, parroco della Cattedrale di Salerno, il “Cammino di San Matteo”, della durata di sei giorni e attraversa ben ventisette comuni, da Velia e Casalvelino, sino a giungere in duomo. Un progetto di non semplice realizzazione che dovrà porre in campo diverse figure professionali per poter tracciare sentieri in sicurezza da far percorrere ai pellegrini che vorranno intraprendere quel percorso interiore tra le bellezze della nostra provincia. La passione, l’impegno, non è la cecità di lasciarsi prendere da un’urgenza, ma “pathire”, cioè vivere profondamente e dare spessore alla storia, ponendo un freno al frenetico correre, in modo da fermarsi a riflettere su noi stessi, poichè l’Uomo è libero e vive in quanto trascende con il proprio pensiero la stessa vita immediatamente vissuta, quando pensa la Vita.