Retrato tanguero con custodia di sax - Le Cronache
Spettacolo e Cultura Musica

Retrato tanguero con custodia di sax

Retrato tanguero con custodia di sax

di Olga Chieffi

Concerto a lume di candela offerto dall’Associazione Gestione Musica questa sera, alle ore 21, nel quadriportico del Duomo di Salerno, con il sassofonista Silvio Rossomando e il fisarmonicista Armando Rizzo

 

 Candle Concert, nell’atrio del Duomo di Salerno lunedì 11 luglio, alle ore 21, per l’Estate di questa seconda edizione di Salerno Classica, progetto ideato dalla Associazione Gestione Musica, che ha visto l’ associazione concorrere e ottenere il finanziamento dal Fondo unico per lo Spettacolo. La direzione dell’Associazione Gestione Musica, di Francesco D’Arcangelo, Fabio Marone e Gigi Lamberti, ha affidato questo secondo appuntamento, dopo il successo di critica e pubblico dello spettacolo Bastimento Napoli, al duo formato dal sassofonista Silvio Rossomando e dal fisarmonicista Armando Rizzo. La formazione ha scelto di principiare il concerto con un brano simbolo del sassofonista argentino Javier Girotto “El Cacerolazo”. Un brano questo, che qualsiasi altro musicista può avvicinare come un virtuosistico studio da concerto, ma che è un canto d’amore, nostalgico, di protesta, proveniente direttamente dall’anima argentina di Javier, determinante la sua stessa sintassi musicale, la sua memoria. Ricordiamo le sue spiegazioni su questo brano tante volte ascoltato live: “cacerol” in Argentina è il termine che indica tutti i tipi di pentolame, quegli stessi utensili da cucina, quindi, che la popolazione prese a sbattere rumorosamente per protesta nei confronti della grave crisi sociale, politica ed economica che interessò il paese nel 2001, così da richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica anche internazionale sul problema, attraverso manifestazioni fragorose ma pacifiche. Grazie a questo tipo di protesta molto energica, la vecchia nomenclatura politica, rea d’aver portato il paese allo sfascio, crollò, permettendo l’avvio di una lenta e sofferta risalita economica. Sintesi di energia e messaggio per questo brano, in cui Armando Rizzo dovrà evocare il mantice di Luciano Biondini. E’, invece, del 1972 Spain, brano che Chick Corea scrisse sulla falsariga dell’Adagio del Concierto De Aranjuez di Joaquin Rodrigo e in cui il duo riproporrà sia le sonorità di un’intera jazz-band, prima di lanciarsi verso sempre più spericolate avventure sonore, con un omaggio a Gershwin con la celeberrima Summertime, la lullaby da Porgy & Bess. Dal tango si passerà ai “canti dell’osteria” di Vittorio Monti, con la Czárdás, scritta nel 1904, basata sulla danza popolare e genere musicale ungherese, suonata da tutte le orchestre gitane, tanto da sembrare più autentica di quelle autentiche, e qui proposta nella versione per sassofono e fisarmonica. Si procederà “Etude for Franca” un dono del più celebre tra i bariton sax moderni, Gerry Mulligan, alla moglie Franca, una ballade intimista che è un vero e proprio testamento d’amore per la propria compagna, Franca Rota Borghini Baldovinetti, incontrata nel 1974 a Milano, nel corso della realizzazione dell’ album Summit-Reunion Cumbre, con Astor Piazzolla. Con Viaggio, poi, verrà evocato un altro prestigioso duo quello formato da Richard Galliano e  dal polistrumentista Michel Portal, dei tempi di Blow up, un new jazz musette, con quell’ossessione a ricordare nell’ostinato, la locomotiva. Confronto, quindi, tra tre tanghi Anantango uno delle pagine più famose del giovane fisarmonicista iberico Gorka Hermosa e l’homenaje ad Astor Piazzolla con Oblivion e Libertango, tensioni e distensioni; perturbanti come è tutto ciò che rimanda a pulsioni ancestrali rimosse nell’Es, pur tuttavia presenti nell’inconscio collettivo, quindi l’ancestrale e il primitivo, che si sono fusi senza iati con la musica alta costituendo anzi una sorta di sfera armonioso nel quale gli elementi costituenti la struttura risuonano per simpatia; musica alta, non è mai in conflitto ed incompatibile con la musica popolare delle radici. Dopo la sfida e la danza perenne dei due strumenti, la distensione, con Gabriel’s oboe, affidato al suono del sax soprano,  da “Mission”, firmato da Ennio Morricone, che grazie alla conversione di De Niro può finalmente scorrere senza paura, rivelando un incastro di ritmi, solo apparentemente semplici.